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«Muro contro il terrorismo»

Il grido di guerra è stato ribadito ieri dal segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta. Se negli anni di piombo il terrorismo è stato smantellato anche grazie alla posizione compatta dei sindacati, per Pezzotta «oggi è più difficile a causa della sua frammentazione». Il pericolo, ha aggiunto, «è verso le persone».
Leggendo alcuni volantini, fra quelli di minaccia che sono stati indirizzati alla Cisl, Pezzotta ha osservato che «ci sono analogie di linguaggio, forse scritte da anche da qualche mitomane, con l'estremismo islamico». Pezzotta ha quindi detto di non capire «se c'è una regia comune, bisognerebbe chiederlo agli inquirenti». «Non è possibile - ha rilevato ancora - che dopo quattro dall'assassinio di D'Antona ed uno da quello di Biagi, non si sia capito ancora nulla».
Pezzotta è intervenuto anche su altri temi. La Cisl «non ha mai accettato di ragionare sulla situazione economica del nostro Paese in termini di declino» ha detto, sottolineando l'opportunità che in Parlamento, anzichè discutere di tante cose sicuramente importanti, si discutesse una volta di come va l'economia in Italia, di qual è la mission che diamo al nostro paese in una situazione di un mercato italiano e internazionale che sta mutando».
Pezzotta ha quindi auspicato che si crei «una sessione sull'economia, magari aperta alle forze sociali, per dare un segnale al Paese che occorre reagire, mettersi in cammino. Se riusciamo a fare l'accordo con Confindustria, potremmo dare una indicazione anche alle forze politiche su quale orientamenti si possono assumere per dare uno slancio nuovo al nostro Paese sui mercati internazionali». Il leader della Cisl ha ricordato che «le cose sono cambiate dopo l'11 settembre e dopo la guerra, che c'è un riequilibrio dei poteri a livello internazionale».

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