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TERRORE IN SVEZIA

Tir sulla folla a Stoccolma, due arresti. La polizia: "Abbiamo l'attentatore"

Tir sulla folla a Stoccolma, le persone arrestate sono due

Migliaia di persone hanno deposto fiori, biglietti e rispettato minuti di silenzio nel luogo dove ieri nel centro di stoccolma quattro persone sono state uccise e 15 ferite in un attentato terroristico. L'attacco ha ricalcato la dinamica di quelli avvenuti nell'ultimo anno a Nizza, Berlino e Londra: un camion si è lanciato a tutta velocità sulla folla, travolgendo i passanti.

Intanto, sono emersi nuovi dettagli sull'uomo arrestato, che la polizia ritiene fosse alla guida del mezzo: è un 39enne di cittadinanza uzbeka, noto alle forze di sicurezza ma considerato un "personaggio marginale". I media hanno anche riferito che sul suo computer portatile avrebbe avuto materiale di propaganda dello Stato islamico, mentre nessun gruppo ha sinora rivendicato la responsabilità dell'attentato. In Svezia è scattata la massima allerta, misura poi adottata anche da Finlandia, Danimarca e Norvegia, e i controlli alle frontiere sono stati rafforzati.

L'attentato
Poco prima delle 15, ieri pomeriggio un camion della birra Spendrups ha percorso a tutta velocità la principale via pedonale di Stoccolma, Drottninggatan. Alla guida un uomo con un passamontagna nero, che si era impadronito del mezzo mentre il conducente si era assentato. Per più di 500 metri ha travolto gli arredi della via e le persone che non sono riuscite ad allontanarsi o rifugiarsi nei negozi, fino a schiantarsi all'ingresso dei grandi magazzini Ahléns. Il bilancio è di quattro persone uccise e 15 ferite. Oggi il ministero della Salute ha fornito un aggiornamento, precisando che dieci persone restano ricoverate in ospedale, tra i quali c'è un minore; quattro adulti sono in condizioni gravi.

L'uomo arrestato
Il sospetto attentatore è un 39enne uzbeko, arrestato nella notte e contro cui pesano accuse di terrorismo, ha fatto sapere la polizia spiegando che gli elementi contro di lui si sono "rafforzati". Nessuna conferma invece su quanto riferito dai media sulle sue simpatie per l'Isis. La polizia non esclude che altre persone siano coinvolte, mentre ha annunciato di aver trovato un "dispositivo" nel camion, che non è chiaro se sia un ordigno artigianale: "Se sia una bomba, o un altro oggetto, non lo sappiamo e stiamo indagando", ha dichiarato il capo della polizia, Dan Eliasson. Il sospettato non compariva nei registri dei servizi di intelligence Sapo, ha annunciato il loro responsabile, Anders Thornberg; era però stato segnalato un anno fa, con informazioni che non avevano portato a mostrare legami con estremisti.

Gli omaggi
Migliaia di cittadini comuni, ma anche le autorità, hanno portato omaggio alle vittime, mentre nell'area restano attive rigide misure di sicurezza. La principessa Vittoria, vestita a lutto, ha posato un mazzo di rose rosse. Il re Carlo XVI Gustavo, che ha interrotto una visita in Brasile per rientrare nel Paese, ha parlato di attentato "abominevole". Il premier socialdemocratico Stefan Löfven è tornato sul luogo dell'attentato e ha esortato a trasformare "la rabbia" in "qualcosa di costruttivo", parlando di "un giorno di dolore" ma ribadendo che il suo Paese resterà "aperto e democratico". Ha anche annunciato che lunedì a mezzogiorno si terrà una cerimonia in omaggio alle vittime, mentre i cittadini hanno indetto tramite Facebook una dimostrazione domani pomeriggio sul luogo dell'attacco. Le bandiere nazionali restano a mezz'asta sugli edifici pubblici, in segno di lutto, e stasera nelle partite calcistiche sarà rispettato un minuto di silenzio, mentre i giocatori indosseranno fasce nere alle braccia.

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