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Per mamme e bambini la Finlandia è perfetta

Rapporto mondiale Save the Children: Italia al diciassettesimo posto. Situazione critica negli Stati Uniti

Per mamme e bambini la Finlandia è perfetta

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I bambini sono il nostro futuro e il benessere dei più piccoli, a cominciare dai neonati con le loro mamme, è l’ago della bilancia della civiltà di un paese. L’area geografica migliore per vivere è l’estremo nord d’Europa, la peggiore l’Africa. E a sorpresa emerge che negli Stati Uniti la situazione è critica. È la Finlandia il miglior paese al mondo per madri e figli, mentre la Repubblica Democratica del Congo è il peggiore. Nella classifica stilata dal Rapporto di Save the Children sullo stato delle madri nel mondo l'Italia si piazza al 17° posto, gli Usa al 30°.

Il Rapporto ha analizzato le condizioni di mamme e bambini in 176 Paesi: nelle nazioni in fondo alla classifica, in media una donna su 30 muore per cause legate alla gravidanza o al parto. Nel mondo ogni anno 1 milione di neonati muore nel suo primo giorno di vita. Finlandia, Svezia e Norvegia sono ai primi posti nella classifica dei paesi dove lo stato di salute della madre, il livello di istruzione, le condizioni economiche, politiche e sociali garantiscono il benessere alle mamme e ai loro figli. Al contrario, i dieci paesi, tutti dell'Africa sub-sahariana, che si collocano in fondo alla graduatoria chiusa dalla Repubblica democratica del Congo (Rdc), ottengono punteggi molto scarsi per ognuno dei 5 indicatori su cui si è basato il rapporto: salute materna e rischio di morte per parto, benessere dei bambini e tasso di mortalità entro i 5 anni, grado di istruzione, condizioni economiche e Pil procapite, partecipazione politica delle donne al governo.

I dati del rapporto mettono in evidenza le enormi disparità tra i paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo. Così, per esempio, se le finlandesi possono contare su ben 17 anni di istruzione, le donne nella Rdc su 8, le somale solo su 2. Se il tasso di mortalità dei bambini entro i 5 anni nella Repubblica democratica del Congo è di 167 su 1000 nati vivi, in Finlandia il tasso precipita a 3 su 1000. La stessa differenza si riscontra anche nel tasso di partecipazione femminile alla vita politica: in Finlandia la percentuale di seggi in Parlamento occupati da donne sono il 42,5% contro l'8,3% di quelli detenuti nella Rdc.

Ampio spazio quest'anno viene dedicato da Save the Children al focus tematico «Sopravvivere al Primo Giorno», come riportato nel titolo del rapporto, con la creazione di un indice relativo alle morti precocissime dei neonati, quelle cioè che avvengono nelle prime 24 ore dalla nascita. Ben 1 milione di bambini ogni anno non sopravvive al primo giorno: la frequenza più alta si registra in Somalia (18 bambini morti su 1000 nati), Mali, Sierra Leone, Repubblica democratica del Congo (17), Repubblica Centrafricana (16), Ciad, Costa d'Avorio, Angola (15).

A livello numerico, invece, è l'Asia del Sud, dove risiede il 24% della popolazione mondiale, la regione in cui si verifica il 40% delle morti durante il primo giorno di vita (420.000 bambini ogni anno). Nonostante l'incredibile crescita economica degli ultimi anni, l'India guida questa triste classifica con 309.300 bambini morti nel primo giorno, pari al 29% del totale mondiale, ed è in questo paese che si conta il maggior numero di mamme che muoiono per gravidanza o parto.

Sebbene dal 1990 il tasso di mortalità dei bambini entro i 5 anni di vita e delle mamme siano calati rispettivamente del 40% e 50%, ogni giorno nel mondo 800 donne muoiono ancora per cause legate alla gravidanza o al parto, mentre sono quasi 7 milioni i bambini che muoiono prima di compiere 5 anni, 3 milioni dei quali non superano il mese di vita, e questo avviene per cause prevenibili e curabili, come infezioni, prematurità, complicazioni da parto. La quasi totalità delle morti di neonati e delle loro mamme (rispettivamente il 98 e il 99% ) si verifica nei paesi in via di sviluppo dove è fatale la mancanza di servizi sanitari di base e di assistenza prima, durante e dopo il parto.

Salta all'occhio nel Rapporto il 30° posto occupato nella classifica generale dagli Usa per lo stato di benessere delle mamme e dei loro figli. Tra i paesi industrializzati, gli Stati Uniti addirittura guidano la triste classifica per mortalità dei neonati: ogni anno più di 11.000 bambini americani muoiono durante il loro primo giorno di vita. Nonostante le condizioni dell'istruzione ed economiche siano soddisfacenti, collocandosi tra i 10 migliori paesi, altrettanto non emerge per quanto riguarda la salute delle madri, del benessere dei bambini (rispettivamente al 46° e al 41° posto) e per la partecipazione politica (89°).

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