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PREVIDENZA

Stop all'aumento dell'età pensionabile a 67 anni, il governo dice no

Stop all'aumento dell'età pensionabile a 67 anni. Il governo dice no

Il ministro Giuliano Poletti

Per ora nulla da fare. Lo scatto dell'età pensionabile da 66 anni  e 7 mesi a 67 anni è previsto e ci sarà. "La previdenza non è nelle priorità della legge di Bilancio! ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, durante la riunione con i sindacati. Insomma niente da fare per chi attendeva il miracolo. Il Governo «non ha maturato alcuna decisione» sull’aspettativa di vita e il conseguente adeguamento dell’età per andare in pensione. Una scelta ribadita anche dal premier Gentiloni: "Nella legge di bilancio, in merito alle pensioni, ci sono diverse misure che riguardano forme d’incentivazioni e anticipi pensionistici: l’Ape sociale, condizioni particolari delle lavoratrici, dei contratti a termine». Sull’età pensionabile, «c’è una legge in vigore e rispetteremo la legge». Una pillola difficile da digerire per i sindacati che stanno già affilando le armi per la mobilitazione. C'è solo una speranza: il Parlamento dove anche esponenti della maggioranza come il presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano, ha da tempo chiesto al governo di cambiare le norme sull'aspettativa di vita e bloccare l'adeguamento 

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  • ALESSANDRO

    AMOROSO

    10:10, 17 Ottobre 2017

    Età pensionabile a 67 anni

    A volte mi chiedo ma Poletti chi l'ha messo dov'è? Inoltre, ma Gentiloni chi l'ha messo dov'è? Sentir dire che la previdenza non è una priorità mi da pensare come l'attaccarsi a frasi fatte come «c’è una legge in vigore e rispetteremo la legge». Di sicuro il governo può stare tranquillo sulle armi -da troppo tempo spuntate- che stanno affilando i sindacati. Ma va fatta una considerazione. Giocare sulla pelle di tanti lavoratori non è ne giusto ne corretto. Le sperequazioni che sono state create dalla famigerato fornero ad oggi, autorizzano ad essere arrabbiati in tanti.Lo stravolgimento delle regole del gioco, (con condanne dai 3 ai 5 anni e più di lavoro), quando la partita è in corso non è un comportamento onesto, ma è ancora più disonesto il comportamento del governo, che ad oggi ha solo tappato qualche buco, ha dato qualche contentino qua e la -favorendo di volta in volta questa e quella specifica categoria- e per il resto ha lasciato molte cose invariate, perchè va detto. Fa comodo non cambiare nulla, tanto il capro espiatoria ha un nome e cognome (fornero). Infine non credo nemmeno alla strana coppia Damiano/Sacconi, il cui parere sulla speranza di vita (politicamente non conta nulla) ed quindi, stato buttato nel cesso.

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