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Le mummie e i bagarini

I biglietti per le serate festivaliere costano il giusto: trecento euro per la galleria, il doppio per la platea. Tagliandi che sono un must, perché il Carugati e il Brambilla ci devono portare alternativamente la moglie, l'amichetta, l'aspirante soubrettina in cerca di inquadratura. E siccome arrivare in tempo in teatro è da cafoni, la Rai ogni volta impazzisce per riempire gli eventuali buchi tra le poltrone. Che vengono temporaneamente occupate da comparse e figuranti, 35 euro di compenso, cestino della cena escluso. Ben vestiti, credibili, vagano da una fila all'altra, tamponando l'assenza dell'industrialotto e quella dell'ospite di fama. All'occorrenza (ma senza bonus sulla paga) applaudono sentitamente, perché quelli nei sarcofagi non sembrano votati al fanatismo musicale. Però, però, però, in quest'anno di magra, troppi spettatori della finale di stasera saranno clamorosamente "finti", attori, scaldasedie. I bagarini infatti lamentano - per la prima volta da mezzo secolo - di non riuscire a piazzare i non più prestigiosi cartoncini d'ingresso. Al contrario, ieri sono scoppiati tafferugli davanti alla sede dell'Ufficio del Turismo. Cinquecento sanremesi si sono azzuffati pur di ottenere i ticket omaggio per i posti di sala al Casinò per "Domenica in". Sono volati cazzottoni, un vigile è rimasto contuso. La fila era cominciata a mezzanotte, quando all'Ariston imperversava ancora l'irresistibile festival 2006. Ste. Man.

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