Cina agli Usa: sanzioni e pressioni sull'Iran non risolvono la crisi
Pechino, 21 ago. (askanews) - La Cina respinge la richiesta degli Stati Uniti di unirsi agli sforzi per isolare l'economia iraniana. Pechino sostiene che "sanzioni e pressioni" non aiutino a risolvere il conflitto in Medio Oriente e ribadisce la propria opposizione alle sanzioni unilaterali prive di una base nel diritto internazionale o dell'autorizzazione del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Il ministero degli Esteri cinese, attraverso il suo portavoce Lin Jian, ha inoltre respinto l'accusa di Washington sulla detenzione illegittima di un cittadino americano trattenuto dall'inizio di giugno: secondo Pechino, l'uomo è sospettato di attività che mettono in pericolo la sicurezza nazionale cinese.
"Le sanzioni e le pressioni non aiutano a risolvere la questione - afferma Jian -. La Cina invita tutte le parti interessate ad adottare misure responsabili e a risolvere il problema attraverso mezzi politici e diplomatici". "La Cina si oppone alle sanzioni unilaterali illegali che non hanno alcuna base nel diritto internazionale e non sono autorizzate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e invita tutte le parti interessate ad adottare misure responsabili e a risolvere la questione attraverso canali politici e diplomatici".
"Vorrei ribadire - prosegue il diplomatico - che la Cina è un Paese governato dallo Stato di diritto e che non esiste la cosiddetta detenzione illegittima. Da quanto risulta, il cittadino statunitense in questione è sospettato di aver svolto attività che mettono in pericolo la sicurezza nazionale della Cina, violando così la legge cinese. Le autorità giudiziarie cinesi stanno gestendo il caso in conformità con la legge".
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