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La paura del Giappone, "il nostro petrolio al 95% dal M.O."

Milano, 24 mar. (askanews) - La crisi in Medio Oriente spinge il Giappone ad attivare misure straordinarie sull'energia. Tokyo dipende per circa il 95% dal petrolio importato dall'area, una vulnerabilità che espone il Paese a ogni tensione geopolitica, soprattutto lungo lo Stretto di Hormuz.

Per contenere gli effetti, il governo ha avviato sussidi sulla benzina e ha deciso di rilasciare parte delle riserve strategiche. Parallelamente, Tokyo cerca rotte alternative che evitino Hormuz e aumenta gli acquisti dagli Stati Uniti. Ma gli effetti sui prezzi si fanno già sentire sulla popolazione.

"Io non uso la benzina ma tra l'aumento dei trasporti e soprattutto dei prezzi del cibo, si percepisce chiaramente che il costo della vita sta salendo", ha detto Manami Kinoshita, abitante di Tokyo.

"Penso che sarebbe un problema se, a causa di una guerra, smettessimo di ricevere rifornimenti, ma per quanto riguarda i prezzi della benzina, personalmente credo che si potrebbe dare maggiore importanza alle preoccupazioni ambientali e aumentarli", ha sottolineato Masahiko Oguchi.

Tra dipendenza energetica e tensioni geopolitiche, il Giappone prova a contenere l'impatto della crisi, ma resta esposto come non mai agli sviluppi della crisi in Medio Oriente.

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