Leggi il settimanale
Cerca
Edicola digitale
+

La migrazione dei super-ricchi sfida gli avvocati italiani

Roma, 13 mar. - La professione legale italiana attraversa una fase di profonda trasformazione, stretta tra una crisi strutturale che colpisce migliaia di avvocati e opportunità senza precedenti generate dall'arrivo massiccio di patrimoni internazionali. Mentre molti professionisti faticano a sostenere economicamente i propri studi, schiacciati dalla saturazione del mercato e dai tempi biblici della giustizia italiana, una nuova élite di specialisti sta emergendo per gestire le esigenze di una clientela internazionale sempre più numerosa e facoltosa.

I numeri parlano chiaro: nel 2025 l'Italia ha accolto 3.600 milionari, posizionandosi come terza destinazione mondiale per i super-ricchi dopo Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti. Un fenomeno alimentato dalla flat tax da 200.000 euro e dalle politiche di rientro dei cervelli, che ha trasformato Milano e altre città italiane in magneti per patrimoni miliardari provenienti soprattutto da Londra post-Brexit.

'L'Italia è veramente invasa dai milionari da tutto il mondo, soprattutto dopo la Brexit abbiamo avuto un numero altissimo di persone che vivevano prima a Londra e che si sono spostati in Italia', spiega Armando Cecatiello, avvocato del Foro di Milano esperto in diritto di famiglia internazionale. 'Diciamo, quelli più abbienti tendono a stare a Milano, quindi c'è un numero importante di stranieri in Italia che sono rientrati con le varie normative fiscali più favorevoli'.

Parallelamente, il turismo matrimoniale registra cifre record: nel 2024 i matrimoni celebrati da coppie straniere in Italia hanno superato quota 15.100, segnando un incremento dell'11,4% rispetto all'anno precedente. Nel 2025, le presenze straniere dovrebbero raggiungere i 271 milioni, il massimo mai registrato, contribuendo ulteriormente al boom del settore.

Questa trasformazione del panorama clientelare sta rivoluzionando l'approccio professionale degli avvocati italiani. 'Il nostro lavoro è capire dove è meglio separarsi o meglio dove meglio divorziare perché siamo l'unico paese, forse, che ancora ha il doppio step: la separazione poi il divorzio', osserva Cecatiello. 'Invece gli altri superano tutto e vanno direttamente al divorzio '.

La gestione di patrimoni internazionali richiede competenze che vanno ben oltre il diritto italiano tradizionale. Gli avvocati devono padroneggiare normative anglosassoni, strutture fiduciarie come i Trust e comprendere le differenze sostanziali tra i sistemi giuridici. 'In Italia abbiamo separazione dei beni o comunione di beni, all'estero il giudice inglese, americano, australiano non riconosce la separazione di beni perché non considera la separazione di beni un pre-nup o post-nup e ciò ha conseguenze importanti sul piano patrimoniale', spiega l'esperto.

Ma la vera rivoluzione riguarda l'approccio al conflitto familiare. 'Io sto chiudendo adesso dei divorzi delle separazioni con assegni una tantum milionari', rivela Cecatiello. 'Qualche giorno fa ho curato un contratto di convivenza per un personaggio che invece non vuole assolutamente sposarsi, parliamo di un patrimonio di un bilione'.

L'evoluzione professionale richiede anche nuove competenze trasversali. 'Sicuramente uscire dai confini italiani, ma non nella misura di andare a lavorare all'estero come fuga di cervelli, ma di aprire la mente sul fatto che le competenze che abbiamo in Italia possono essere arricchite da altre competenze che ci vengono da altri ordinamenti', sottolinea l'avvocato, che ha studiato le tecniche di negoziazione di Harvard e la pratica collaborativa.

L'approccio costruttivo alla risoluzione dei conflitti sta diventando centrale. 'Il concetto è che noi dovremmo impostarci per creare abbondanza, nel senso che invece di dividere, separare e impoverire, bisogna trovare dei modi per aumentare quello che sono i patrimoni e abbassare il conflitto', afferma Cecatiello, citando esempi di divorzi che hanno generato nuove opportunità di business per entrambi i coniugi.

Tuttavia, l'arrivo di studi legali internazionali rappresenta una nuova sfida. 'Così come arrivano tutti questi milionari, adesso arrivano anche gli studi legali internazionali', avverte l'esperto. 'Spesso hanno un approccio tutt'altro che conciliante, sono in grado di produrre atti su atti e allegare un numero considerevole di documenti tanto da rendere particolarmente impegnativa la difesa, di contro il numero di legali che coinvolgono e le regole interne non rendono facile il rapporto con il cliente'. La trasformazione in atto evidenzia come la professione legale italiana debba necessariamente evolversi per rimanere competitiva.

Dai blog