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Rogoredo, Salvini: "Indagini anche con lo scudo chiesto dalla Lega"

Milano, 23 feb. (askanews) - Matteo Salvini rifarebbe il post sui social con cui si era schierato a sostegno del poliziotto che ha sparato a Rogoredo: "Assolutamente sì", risponde ai giornalisti, a margine di una visita al Villaggio Olimpico di Milano. "Io sto con le forze dell'ordine. Se poi si dimostrerà che questo era un delinquente, io non sto con i delinquenti", dice commentando il fermo del poliziotto, indiziato del reato di omicidio volontario ai danni di Mansouri Abderrahim.

Il vice premier e segretario della Lega ribadisce: "Io sto sempre e comunque con le forze dell'ordine a meno che non venga evidenziato che c'è qualche delinquente, visto che quelli che prendono a martellate i poliziotti purtroppo abbondano".

Alla domanda se la vicenda dimostri la necessità di indagini della magistratura in casi simili, Salvini risponde: "Sì, ma per quello che mi riguarda non deve essere automatico. Se è palese e lampante la legittima difesa è un conto. In questo caso evidentemente c'è qualcosa che va oltre e le testimonianze dei suoi colleghi lo dimostrano".

Ma con lo scudo penale che la Lega vuole queste indagini non ci sarebbero state? "No - ha risposto il ministro - non c'è l'iscrizione automatica nel registro degli indagati. Se ci sono evidenze di crimine è chiaro che come in questo caso si indaga e si arresta. A me semplicemente sta a cuore che chi indossa una divisa venga rispettato, visto che purtroppo c'è gente che parla di sbirri, assassini, di carabinieri da colpire e cerca di sabotare i treni e l'Alta Velocità per danneggiare l'Italia e gli italiani. Quindi non confondiamo una mela marcia con centinaia di migliaia di donne e di uomini che rischiano la vita per salvare le vostre e le nostre vite. Tutti ci siamo fidati delle parole di quel poliziotto, i suoi colleghi in primis. Ma ben vengano le indagini che fanno uscire una mela marcia su 100".

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