Difesa, Lacerenza: In Europa superare tabù culturali
Roma, 7 gen. (askanews) - "Per decenni in Europa, e ancor più in Italia, la difesa è stata considerata un ambito moralmente scivoloso. Un tabù culturale che ha tenuto lontano il capitale privato, aggravato da un mercato dominato dallo Stato e dal single customer risk, elementi che per la finanza rappresentano più un rischio che un'opportunità". Lo ha detto Giuseppe Lacerenza, partner di Keen Venture Partners, intervenendo a Largo Chigi, il format di Urania News. "A differenza degli Stati Uniti, dove questo modello è stato adottato da tempo, in Europa pesano la frammentazione politica, la presenza di grandi incumbent e le ambiguità ESG. In molti Paesi la difesa non è ancora pienamente inclusa nelle politiche ESG, nonostante senza sicurezza non possano esistere né welfare né transizione energetica". Secondo Lacerenza, "il nodo per gli investitori è la capacità delle aziende di trasformare l'innovazione in ordini e fatturato. L'Italia dispone di talento ed ecosistema, ma rischia di perdere un'opportunità che la Germania ha già colto, con startup della difesa nate da pochi anni e già oltre il miliardo di valutazione". "Anche il mercato dei capitali sta evolvendo - conclude: il Fondo europeo per gli investimenti ha attivato per la prima volta una facility dedicata alla difesa. Tuttavia, velocità e volumi di investimento restano legati al senso di urgenza, oggi più elevato nei Paesi più vicini al fronte orientale".
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