FERRARI

Un sogno chiamato Amalfi

Tiziano Carmellini

Se immagini un’auto sportiva e non puoi non partire da una certezza: Ferrari. Fiore all’occhiello del Made in Italy, tra le eccellenze produttive del nostro Paese punto di riferimento per tutti nel mondo quando si parla di automobili. Non c’è una scala di valori alla quale puoi associarla, semmai puoi prenderla come punto di riferimento. Perché Ferrari è Ferrari... e basta!

 

  


Abbiamo provato, sulle spettacolari colline modenesi, l’ultima nata della casa di Maranello: la Amalfi in versione Coupé (da poco disponibile anche nella versione spider).
Difficile chiamarla «entry level» pur essendo la Ferrari che ha il prezzo di listino più basso fissato per questa versione a 240mila euro. In realtà la Amalfi è anche la Ferrari meno potente dell’attuale produzione del cavallino rampante, eppure una volta a bordo i 640 cavalli di potenza erogati dal V8 biturbo posto sotto al «cofanone» anteriore, sono più che sufficienti per trasmettere emozioni uniche. Anzi, la sensazione di essere all’interno di un missile vero e proprio è immediata. Poi, come sempre quando si tratta di auto di questo livello, tutto dipende dalla «opzione» di guida. Quando il manettino è posizionato su «comfort», pur essendo praticamente sdraiati all’interno di un salotto di pelle e carbonio, si può utilizzare la Amalfi come fosse un’auto se non normale almeno «solo» sportiva.

 


Certo, il suono pieno dell’otto cilindri Made in Maranello è bello pieno come poche cose al mondo e solo sentirlo girare è un piacere per le orecchie. Poi una volta in movimento viene il bello. L’auto è letteralmente incollata alla strada e in modalità «city» si porta davvero con grande facilità trasmettendo le asperità del terreno in maniera naturale. 
Ma basta spostare il manettino su Sport o Race per avere a che fare con tutta un’altra storia: la Amalfi diventa un’auto da corsa e la differenza la fa soprattutto quando si va giù con il pedale. Ovvio che servirebbe un circuito per poter godere al meglio di tutte le sue qualità sportiva, ma nella vita bisogna sapersi accontentare. I suoi numeri dicono tutto: accelerazione da 0-100 km/h in 3,3 secondi e in soli 9,0 secondi si arriva a duecento chilometri orari. Velocità di punta? Trecentoventi, oltre i quali entra il limitatore. Ma la cosa davvero impressionante è come ci arriva, perché il peso contenuto (1700 chili in ordine di marcia) la rende davvero leggera come una farfalla, ma in grado di pungere come un’ape... prendendo in prestito una frase storica del più grande di sempre.

 


Guidarla è un vero piacere, soprattutto quando c’è spazio (e sicurezza) per poter spingere. La Amalfi si inserisce in curva con una facilità sorprendente, lo sterzo resta rapido e leggero, consentendo di percepire bene l'appoggio del retrotreno sulla strada. I controlli elettronici aiutano a non esagerare, perché se «apri» in curva senza il «controllo» della trazione, rischi di girarti vista la potenza a disposizione. Insomma, per andare forte con quest’auto, non bisogna essere dei pivellini di primo pelo, perché come tutte le Ferrari per scoprirne il vero talento serve andare oltre. E saper guidare un’auto «vera» come solo la Ferrari sa essere.