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Calcio, De Laurentiis sbotta dopo il flop Mondiale: “Serie A a 16 squadre e Malagò alla FIGC”

Foto: Lapresse

Paolo Dani
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Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha affidato a Radio CRC, emittente partner del club, un lungo sfogo dopo la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali per via del ko ai rigori con la Bosnia, toccando temi che vanno dalla riforma del calcio italiano alla proposta di affidare la guida della Federcalcio a Giovanni Malagò. De Laurentiis ha esordito con toni ironici e amareggiati e ha ribadito posizioni che sostiene da anni: troppo calcio giocato, calendari insostenibili e un sistema che consuma i calciatori senza lasciare spazio alla preparazione della Nazionale. "Oggi si continua a voler essere 20 squadre, ma se tornassimo a 16 squadre, se abolissimo le Supercoppe da giocare in Arabia Saudita, risparmieremo i nostri giocatori - che sono un patrimonio da noi pagato - e avremmo il tempo per poter far allenare la Nazionale", ha dichiarato il patron azzurro, aggiungendo una critica al tatticismo come filosofia dominante del calcio italiano, che a suo avviso non produce i risultati sperati a livello internazionale. De Laurentiis ha poi denunciato l'immobilismo del sistema: "Sono anni che accuso che nel calcio italiano tutto è dormiente e che nulla si sposta, perché non spostando nulla, tutti vivacchiano: io non sono uno a cui piace vivacchiare".

Sul tema della cessione dei propri giocatori alla Nazionale, il presidente ha posto condizioni precise, reclamando rimborsi adeguati e coperture assicurative totali in caso di infortunio: "Non possiamo sempre giocare con i soldi degli altri", ha tuonato. Il programma di rilancio tracciato da De Laurentiis si articola attorno a quattro punti: riduzione delle squadre in Serie A a sedici, taglio del numero di partite, compensazione economica ai club che prestano i calciatori alla Nazionale e polizze assicurative complete. "Adesso bisogna mettere i punti sulle i, perché il momento non è tragico, a condizione che tutti ne prendano coscienza e si riparta da zero. 16 squadre, meno partite, più tempo per allenare la Nazionale, pagare i giocatori che vanno in Nazionale ai club che li prestano, assicurazioni totali in caso di infortunio: questa secondo me è la ripartenza dovuta", ha sintetizzato.

La parte più attesa dell'intervista ha riguardato Giovanni Malagò, ex presidente del Coni, indicato da De Laurentiis come l'uomo giusto per guidare la rinascita del calcio italiano. Il patron del Napoli ha elogiato senza riserve il lavoro svolto dal numero uno dello sport italiano, citando i risultati ottenuti alle ultime Olimpiadi come prova della sua capacità gestionale. "Non c'è dubbio alcuno che se Malagò prendesse in mano il calcio italiano, quest'ultimo risalirebbe prestissimo la china. Se da domani mattina si ripartisse con lui, secondo me nel giro di un biennio saremmo forti nuovamente", ha affermato. De Laurentiis ha infine chiuso l'intervista annunciando un evento negli Stati Uniti legato al film sul quarto scudetto del Napoli, che verrà proiettato in un teatro di Hollywood alla presenza di squadre americane di calcio e protagonisti del mondo dello sport, con sottotitoli in inglese: un'iniziativa che il presidente ha descritto come un'opportunità per portare la città di Napoli su un palcoscenico internazionale.

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