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La Lazio scopre un'anima danese

Luigi Salomone
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Una Lazio ritrovata, due vittorie consecutive per la prima volta in questa deludente stagione, entrambe in casa per rendere la classifica meno anonima e soprattutto allontanare i cattivi pensieri di un crollo verticale. Sei punti preziosi anche grazie alla ritrovata solidità della difesa che, con solo 28 gol incassati in 29 partite, è al sesto posto della speciale classifica. Una delle novità del reparto arretrato è Oliver Provstgaard, 22 anni, pagato pochissimo, circa 4.5 milioni che adesso ha richieste da club di Premier per cifre quattro volte superiori. Un’altra intuizione del ds Fabiani, grazie al lavoro della talent-room di Formello che aveva segnalato questo lungo danese (194 centimetri di altezza), pescato da un club di retroguardia di quel paese, il Velje. Ieri, a conferma della sua crescita la prima convocazione con la nazionale maggiore impegnata come l’Italia negli spareggi per conquistare gli ultimi posti ai mondiali di giugno. 
È in grande crescita, ha saputo sfruttare qualche problema fisico di Romagnoli e la sua tormentata vicenda contrattuale, si è adattato nonostante le lunghe leve alla linea difensiva maniacale sarriana e, ora, ha la fiducia del tecnico conquistata grazie al lavoro in campo e fuori. Dopo l’approdo nella Capitale poco più di un anno fa, si è ambientato in fretta, ha subito imparato l’italiano e raggiunto un’affidabilità che fa stare più tranquilli vista anche la probabile partenza a giugno del centrale italiano dopo lo strappo di gennaio. Sono diciassette le presenze complessive in campionato, oltre 900 minuti giocati ma, soprattutto, in ben otto occasioni è partito dall’inizio, sei nelle ultime sette gare. Sarri ci ha lavorato tanto e ora può godersi un centrale di buon livello nonostante la giovane età. Anche a Bologna avrà spazio, Romagnoli non sarà rischiato con la sosta all’orizzonte e un piccolo problema muscolare da gestire: avanti con Provstgaard accanto alla sicurezza Gila.
Ma l’anima danese della Lazio ha un altro interprete eccellente: Gustav Isaksen, da tre anni gioia e dolori dei tifosi con prestazioni da incorniciare e clamorosi errori davanti alla porta avversaria per mancanza di freddezza. Contro il Milan la quarta rete in campionato dando risposte importanti a chi è convinto che gli manchi sempre qualcosa per esplodere definitivamente (compirà 25 anni tra un mese). Non ci si può illudere perché troppo spesso in passato ha dato la sensazione di aver ritrovato la giusta continuità di rendimento per poi ricadere in prove anonime tanto da finire a gennaio sulla lista dei cedibili. 
Adesso la Lazio ha più che mai bisogno di lui e di qualche sua rete pesante per cercare di migliorare la classifica in campionato e soprattutto provare a centrare la finale di Coppa Italia il 22 aprile a Bergamo contro l’Atalanta. Sarri ci spera e intanto si coccola quest’anima danese della sua creatura. 
 

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