Lazio, Lotito e Sarri avanti per forza
Battute continue, botta e risposta, un lungo elenco di frasi che nascondono una verità: i rapporti tra Sarri e Lotito non sono più idilliaci come all’inizio della stagione quando Maurizio aveva firmato un triennale da 3 milioni a stagione. Inutile, però, parlare di dimissioni perché il tecnico ha più volte ribadito che prevale il senso di responsabilità e la promessa fatta al popolo laziale che avrebbe portato a termine in qualsiasi caso questa tormentata stagione cominciata con il blocco del mercato. Così come è altrettanto sbagliato pensare all’esonero, anche in caso di tracollo in campionato, perché a tenere uniti i due c’è quel contratto lungo e costoso per qualsiasi club tanto più per una Lazio sempre attenta a tenere in ordine i conti economici. Quindi, si va avanti fino a giugno, con il 22 aprile data fondamentale per il futuro quando si giocherà la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta che può tenere in vita la speranza di tornare in Europa.
Nel momento peggiore del gradimento tra i suoi tifosi, Lotito si aspettava una mano da Sarri e, invece, ha ricevuto una comunicazione all’esterno modello Curva Nord. L’ultimo capitolo dopo la partita di coppa. Il presidente in una conversazione al telefono (finita sul web) con un non ben identificato personaggio aveva criticato aspramente Sarri: «La società c’ha un nome e un cognome: Claudio Lotito. Non è di Sarri, se la vuole Sarri, se la compra. Castellanos non lo faceva giocare, Guendouzi se n’è voluto andare. Mi ha bloccato le cessioni di Noslin e Belahyane e non li fa giocare, Maldini l'ho preso per fare l'esterno sinistro e gli fa fare il centravanti». Accuse gravi al suo tecnico smentite dal presidente spiegando che si trattava dell’intelligenza artificiale. Sarri, comunque, non l’ha presa bene questa intromissione sull’aspetto tecnico, soprattutto il riferimento a Maldini e ha replicato visibilmente amareggiato: «Scusate, il presidente dice che il mercato lo fa lui e poi l'ho bloccato io? Maldini deve giocare esterno? Chi lo sostiene? Peccato che l'allenatore sono io e lo faccio giocare dove dico io». Appuntamento alla prossima esternazione dell’allenatore che proprio non riesce a digerire le uscite del presidente e non rinuncia mai a buttare benzina sul fuoco anche se stavolta è stato chiamato in causa dalle «presunte» parole di Lotito. Peccato, perché dietro le quinte c’è il lavoro del ds Fabiani che cerca di mediare tra i due vecchi amici e soprattutto di proteggere la squadra dagli attacchi esterni e, a volte, interni. In ogni caso tutto rinviato a giugno, si deciderà il futuro di Sarri con la Lazio, senza dimenticare quei dodici milioni lordi da prendere fino a giugno del 2028.
Intanto l’allenatore toscano spera di risalire la classifica a cominciare dalla sfida di lunedì sera contro il Sassuolo che ha addirittura quattro punti in più dei biancocelesti. Dopo il giorno di riposo oggi alle 15.30 la ripresa col possibile ritorno in gruppo di Basic a svuotare l’infermeria e a regalare a Sarri un piccolo sorriso.
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