Olimpiadi, nel 2030 ospitate nelle Alpi francesi. Progetto per coinvolgere anche Torino
Il sipario sugli indimenticabili Giochi olimpici invernali di Milano e Cortina sta per calare. Dopo 16 giorni di gare, di trionfi, di storie, della genialità dell'organizzazione italiana, e di un'Italia Team strepitosa capace di conquistare ben 30 medaglie, la cerimonia di chiusura in programma all'Arena di Verona segnerà anche il passaggio della bandiera olimpica ai prossimi organizzatori. Il testimone verrà consegnato agli organizzatori delle Alpi Francesi che dall'1 al 17 febbraio del 2030 ospiteranno la XXVI edizione dei Giochi della neve e del ghiaccio. Come Milano-Cortina 2026, che ha introdotto il concetto di Olimpiadi diffuse, un sistema in cui le competizioni si svolgono in più sedi distribuite su tutto il territorio nazionale, anche quelle del 2030 adotteranno lo stesso format. Dopo Chamonix-Mont-Blanc 1924, Grenoble 1968 e Albertville 1992, ecco Alpi Francesi 2030 per la quarta volta dei Giochi invernali in territorio francese.
I Giochi si ispireranno ad uno dei grandi successi dell'edizione estiva di Parigi 2024, ovvero l'utilizzo di strutture già esistenti o temporanee. Queste rappresenteranno il 93% dei siti, in piena linea con le raccomandazioni dell'Agenda Olimpica 2020 e 2020+5 del Comitato Olimpico Internazionale. Le aree di gara sono state definite come cluster. In Alta Savoia le competizioni di sci di fondo si svolgeranno a La Clusaz, mentre il biathlon sarà ospitato a Le Grand-Bornand (da molti anni sede di eventi di Coppa del mon). A Briancon si terranno le gare di snowboard e sci freestyle, mentre il dipartimento della Savoia ospiterà lo sci alpino, il salto con gli sci e tutti gli sport di scivolamento (slittino, skeleton e bob). Anche Nizza avrà un ruolo chiave, ospitando la maggior parte degli sport su ghiaccio - short track, pattinaggio di figura, hockey e curling - e la cerimonia di chiusura. Nel 2012 aveva ospitato i Campionati mondiali di pattinaggio figura vinti dall'azzurra Carolina Kostner. La sede della cerimonia di apertura non è ancora stata decisa. Infine, saranno cinque i Villaggi Olimpici: Saint-Jean-de-Sixt, Bozel, La Plagne, Briancon e Nizza.
Torino potrebbe essere coinvolta nell'organizzazione dei Giochi del 2030. Il capoluogo piemontese è stato indicato per ospitare le gare di pattinaggio di velocità. Per evitare la costruzione di un nuovo impianto in Francia, potrebbe essere utilizzato l'Oval Lingotto, lo stesso utilizzato durante i Giochi olimpici del 2006, quelli dell'exploit di Enrico Fabris. C'è una seconda ipotesi ma complicata sotto l'aspetto logistico: trasferire gli eventi di pattinaggio velocità (la pista lunga) nella sua naturale 'mecca', ovvero la Thjalf Arena di Heerenveen, cittadina nel nord dell'Olanda. Torino era stata inizialmente inclusa nella candidatura organizzativa per i Giochi del 2026, ma nel 2018 l'amministrazione comunale ha deciso di ritirarsi dal progetto a causa del suo ruolo marginale - vi si avrebbero tenute solo due discipline - e dell'incertezza sui costi organizzativi, destinati a crescere. Nel 2034, i Giochi della neve e del ghiaccio torneranno negli Stati Uniti, a Salt Lake City, già città ospitante del 2002.
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