l'affondo del ninja

Nainggolan non ci va tenero con la Roma di Friedkin e Mourinho: "Prende sei gol dal Bodo, prima non succedeva"

"Vedo che la società che sta provando a fare, ma provare a fare è una cosa e riuscirci è un'altra. Vedo la Roma in Conference League, per la partita col Bodø/Glimt persa 6-1...Anche se poi dici che gli altri non sono all'altezza dei titolari, sono cose che prima non succedevano". Non è un tifoso qualsiasi a dirlo ma Radja Nainggolan, che continua a seguire con affetto e passione i giallorossi anche ora che è tornato a giocare in Belgio.

 

  

"Leggo sempre gli articoli, Roma rimane Roma per me - racconta a Teleradiostereo - sono un ragazzo molto orgoglioso, sono deluso per come è finita la mia storia. È arrivato un direttore (Monchi, ndr) che sembrava mi volesse bene e poi si è comportato male nei miei confronti. Essendo orgoglioso mi dispiace, se non c'è posto per me, uomini finti non li saluto volentieri. Alla fine del percorso con la Roma, la mia più grande delusione è stata che è arrivato questo signore che penso abbia voluto vendere tutti i giocatori presi da Sabatini. È stato il mio grande rammarico. Per come sono fatto io ho preso la scelta giusta, anche se a malincuore".

Poi spazio ai ricordi. "Le partite difficili - dice ancora Nainggolan - erano quelle con le squadre più piccole, con cui abbiamo lasciato qualcosa. Ricordo l'uscita in Coppa Italia con lo Spezia. Il nostro difetto era quello: non fare risultati importanti con le piccole. Alla lunga la paghi. In quei 5 anni a Milano abbiamo vinto 2 volte, vincevamo quasi sempre il derby. Nelle partite con le grandi facevamo risultati importanti. La nostra squadra era grande, abbiamo sempre lottato per i primi due posti. Mancava sempre qualcosa, perché se tenevi Salah un altro anno magari poteva avere l'esplosione qui che ha avuto al Liverpool. E magari l'anno dopo potevi fare qualcosa di più". 

Addirittura vincere la Champions League? "Non lo so...Il percorso in Champions League con Di Francesco era qualcosa di strano. Recuperare la partita col Barcellona, con quello stadio pieno, era come vincere la Coppa Campioni per come era l'ambiente. Solo a parlarne mi viene la pelle d'oca, sono momenti che ti rimangano dentro per sempre".

Infine incorona il capitano della Roma di oggi. "Conosco bene Lorenzo, anche se con noi era giovane e non aveva l'importanza di oggi. Ma si vedeva che aveva tantissime qualità. È romano, in questa squadra è giusto che sia il capitano. Poi se mi chiedete la vicenda con Dzeko, sono cose che non mi riguardano ma ho vissuto con tanta attenzione. In questa squadra l'unico che può rappresentarla è proprio Pellegrini".