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Frosinone all'esame San Siro

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Domani il debutto alla «Scala del calcio» contro l'Inter capolista Stellone non vuole steccare con Mancini affrontato solo da giocatore

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  FROSINONE Roberto Stellone a San Siro non è un novizio come il suo Frosinone, e alla Scala del Calcio c'è già stato da protagonista con la maglia del Toro, l'ultima volta riuscendo a strappare un punto contro un Inter che, anche allora era capolista e guidata da José Mourinho. La partita allora, sotto un leggero nevischio, finì 1-1 e Stellone iniziò la partita dallo stesso luogo in cui la guarderà domenica sera: la panchina. L'allenatore romano, un anno prima circa, anche in quel caso da numero 30 di quel Torino che annaspava nella zona salvezza, affrontò l'Inter a San Siro. Sulla panchina nerazzurra sedeva Roberto Mancini e la partita finì peggio di quella dell'anno successivo: quattro a zero per l'Internazionale, le marcature vennero aperte da Ibrahimovic, poi nella ripresa la squadra di Mancini, anche in quel caso capolista, dilagò travolgendo i granata per 4-0. Due gare molto simili, al di là dei risultati differenti, due partite approcciate con grinta e cattiveria agonistica, proprio come siamo certi lo stesso Stellone vorrà vedere in campo i suoi leoni. Sarà tanta in ogni caso l'emozione per i giocatori che scenderanno in campo, a parte i vari Leali, Rosi, Diakité e Sammarco, gente che con San Siro già ci ha avuto a che fare, per tutti gli altri sarà un esordio assoluto, un super battesimo del fuoco in uno degli stadi più importanti al mondo. Ad aggiungere quel pizzico di magia in più, saranno anche le luci dei riflettori, «Luci a San Siro» come cantava Vecchioni all'interno di una atmosfera magica. E poi ci saranno le sfide del cuore, quelle che solo il calcio sa rendere uniche, per fare due nomi basti pensare a Samuele Longo e Roberto Crivello. L'attaccante 23enne di Valdobbiadene, nato calcisticamente proprio nell'Inter, tornerà a San Siro contro la squadra che lo ha plasmato. Roberto Mancini in estate lo aveva tenuto tutto per sé durante le tournee estive, c'era stato un lungo tira e molla prima del trasferimento in Ciociaria e lo stesso attaccante scalpita. L'assenza di Dionisi non gli garantisce un posto da titolare, ma Stellone si sa non è un allenatore prevedibile. Samuele Longo, a caccia del primo gol in A, vorrebbe trovarlo proprio nella sua casa natale. Roberto Crivello invece l'Inter ce l'ha nel cuore perché è un tifoso. Sin da bimbo, seguendo il padre che oggi non c'è più, ha amato i colori nerazzurri dalla sua Palermo, dalla bellissima piazza di Mondello. La carriera del terzino in giro per l'Italia nelle categorie minori ha raggiunto il suo approdo in A e domenica, complice l'assenza di Pavlovic, proprio lui è uno dei pochi sicuri della maglia da titolare. Contro la sua Inter. Intanto in attesa della rifinitura di questa mattina, il Frosinone ha concluso la sua settimana di lavoro in vista dell'Inter. Le ultime due sedute sono state dedicate soprattutto alla tattica, con partitelle a ranghi ridotti alla fine degli allenamenti. È in questo modo che Stellone ha provato a disegnare la strategia con cui imbrigliare la squadra di Mancini. Ancora a parte Pavlovic e Chibsah.

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