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La regina dei mari sepolta negli abissi

Natalia Molchanova scomparsa dopo un'immersione Una leggenda dell'apnea. Il figlio: è dove voleva essere

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È stata inghiottita dagli abissi che per anni ha sfidato macinando record su record. Domenica la regina dell'apnea internazionale Natalia Molchanova si è immersa per l'ultima volta nel silenzio delle acque tra Formentera e Ibiza invase di decibel e di vacanzieri. L'atleta russa, 53 anni, non è più risalita in superficie. Dopo tre giorni di ricerche le speranze di trovarla viva sono pari a zero. È stato utilizzato anche un robot sottomarino dotato di telecamere da affiancare ai sub, alle imbarcazioni e agli elicotteri messi in campo dalla Guardia Civil, ma perfino il figlio della russa, Alexey Molchanov, attuale detentore del record del mondo in assetto costante, ha perso le speranze. «Sembra che resterà in mare - ha detto l'uomo - penso che le sarebbe piaciuto così». Terminate le ricerche subacquee, alle autorità locali non rimane altro che cercare di prevedere il punto dove potrebbe riemergere il cadavere in base alle correnti. La Molchanova era la più decorata apneista a livello internazionale con 41 record mondiali e 23 titoli iridati nel freediving. Ma la spedizione di domenica non era competitiva, era solo un'immersione con gli amici vicino allo scoglio di Es Freus, tra Ibiza e Formentera, un paio di miglia a nordovest da La Savina. Si stava immergendo senza pinne e senza cavo guida a circa 30-40 metri, spiega una nota dell'Aida, la federazione internazionale dell'apnea, e probabilmente è stata investita da una forte corrente sottomarina. Le tre persone che erano con lei hanno dato subito l'allarme e le ricerche sono partite immediatamente interrompendosi solo di notte. Un braccio di mare, quello che divide le due isole delle Baleari, caratterizzato da forti correnti. La profondità del fondale nel punto dell'immersione è compreso tra i 35 e i 65 metri. La Molchanova dopo un primo periodo passato tra i 30 e i 40 metri sott'acqua è stata vista riemergere ma in un punto lontano circa 60 metri da quello previsto. Dopo pochi secondi passati in superficie, la donna è di nuovo scomparsa in acqua sotto lo sguardo dei compagni di spedizione. «Si tratta di un caso eccezionale e fuori dal comune - ha detto Galina Zveryaeva, uno dei dirigenti della federazione delle apnea russa fondata e guidata proprio dalla Molchanova - forse è stata investita da una forte corrente. Ora le ispezioni subacquee sono state interrotte, ma continuiamo a cercare in superficie». Per l'apneista Natalia Avseenko la connazionale è stata vittima di «una tragica serie di circostanze. Se si parla di sicurezza, l'apnea non è più rischiosa di una partita a bowling. Ma ora abbiamo bisogno di sapere esattamente cosa è successo. Abbiamo bisogno di una perizia». Natalia Molchanova era una leggenda dell'apnea. «Una superstar, tutti pensavamo che fosse invincibile», ha detto Kimmo Lahtinen, capo dell'Aida. Madre di Oksana e Alexey, Natalia deteneva anche il record di apnea statica - nove minuti senza respirare - e aveva raggiunto i 234 metri di profondità. Oltre ai record sportivi - ben 41 con 23 titoli mondiali - era autrice di numerosi articoli scientifici e manuali di freediving e vantava un dottorato di ricerca PhD in scienze pedagogiche. L'apnea rimane uno sport pericoloso per chi lo pratica senza la dovuta preparazione, e sono rari gli incidenti mortali degli atleti professionisti. Nel 2002 Audrey Mestre, francese di 28 anni, morì al largo di Santo Domingo sotto lo sguardo del marito, il campione cubano Francisco «Pipin» Ferrer, detentore del record che la ragazza cercava di battere: 170 metri. Recita così una frase attribuita a Natalia Molchanova: «Nascita e morte sono importanti, ma le competizioni di freediving sono solo giochi per adulti».

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