Meglio iniziare a pensare al futuro
LaRoma anche a Cagliari parte bene, gioca un tempo praticamente a una porta, poi alla prima azione avversaria va sotto: gol di Matri che zoppica da dieci minuti e realizza di testa mentre Artur sonnicchia. Film già visto fin troppe volte, al quale Spalletti però non riesce a porre rimedio. Da lì in avanti poca testa, un po' meglio con le gambe, attimi di panico e anche un arbitro molto al di sotto della media che annulla un gol buono a Montella e dà la sensazione di non aver mai la partita in mano. Inevitabile il raddoppio del Cagliari in avvia di ripresa che arriva al termine di un'azione dove Cassetti e Artur danno il peggio di loro: da dimenticare il pomeriggio di entrambi. Poi la Roma è tornata sulla terra, Totti ha capito che era arrivato il momento di prendere per mano la squadra e i giallorossi hanno rimesso dritta la gara del Sant'Elia. Gran gol del capitano, poi diversi «servizi» dei suoi ai compagni che hanno portato infine in rete anche Perrotta: gol bello e che ha innescato la rivolta del Cagliari per Cossu rimasto in terra a inizio azione. Peccato che la palla, prima dello «scippo» giallorosso, l'avevano in mano i sardi e a nessuno, tra gli uomini di Allegri, era venuto in mente di metterla fuori. E peccato anche per gli spintoni Totti-Conti che, conoscendo le parti, suonano davvero male... Finale tutto giallorosso, con Totti & Co. avanti a testa bassa in ncerca del colpacico che era già riuscito, contro Conti junior nella gara d'andata all'Olimpico: ma era un'altra partita e soprattutto un altro momento. La cosa migliore è pensare al futuro e la seconda rete del Cagliari, modello «mai dire gol», dovrebbe far capire alla società dove e come c'è da operare nel prossimo mercato: ammesso che sia questa proprietà a doversene occupare. E qui si apre l'altro versante, quello che invece di gettare basi per il futuro, rischia di sfaldare anche quel poco di serenità rimasta a questa squadra al momento quasi fuori da tutto: oggi ufficialmente anche dalla Champions. Resta la coppa Uefa o meglio la Europa League, come gli scienziati della Uefa amano ora chiamarla: cambia poco, se non la voglia (?) dei giallorossi di rimanere aggrappati a una competizione continentale, seppur di minor tono. Ma anche per questo c'è da lottare... fino in all'ultimo in questi 270 minuti che restano da giocare.
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