L'americano è uscito dal letargo
La squalifica di tre mesi per uso di cannabis sembrava il preludio ad un addio anticipato. Gli si rimproverava una vita poco consona per un'atleta. E invece Hawkins ha scommesso su se stesso, accettando una sostanziosa riduzione dell'ingaggio per rimanere nella capitale, promettendo l'adesione più piena al rinnovato progetto-Virtus costruito da Bodiroga ed orchestrato da Repesa. Oggi Hawkins è di nuovo il grande trascinatore della squadra, come nei giorni del suo approdo capitolino. Lotta, difende, attacca e si sacrifica senza risparmiare una stilla d'energia. Non è un caso che il suo brillante momento, e quello altrettanto splendente di Stefansson, abbiano spedito Ray ad entrare di rincorsa. Il falco non è sazio. E ora punta a nuove prede.
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