L'insaziabile
A Barcellona continua lo strapotere di Rossi
Valentino Rossi ha affondato il sorpasso, letale come una lama, e Sete Gibernau ha accusato il colpo. Tre ultime tornate a passo di carica quelle del re folletto, un ritmo troppo elevato anche per il catalano, in testa alla corsa di casa per 18 dei 25. Non ha retto. Questione di gomme, dirà a motori spenti Sete, colpa di una moto che ha problemi di stabilità in ingresso curva. Mentre la Yamaha è sempre più in forma. Agile nel misto, brillante in velocità, l'unica cosa che ancora gli mancava. Ora non più, come ha dimostrato Rossi, infilando Gibernau in fondo al lunghissimo rettilineo d'arrivo. E così anche al Montmelò la musica non è cambiata, rinforzando la fanfara del pesarese. Sempre più solo al comando della MotoGp, dopo la quinta vittoria in sei gare, sempre più al centro di un mercato che non fa una mossa se prima non si muove Valentino. Ha vinto anche in terra catalana, incrementando il complesso di inferiorità del rivale delle ultime due stagioni. Secondo, ancora secondo, forse lo sarà per la terza volta quest'anno il povero Gibernau. Anche se Marco Melandri, finito sul podio, terzo, è lui ad essere, al momento, secondo nel mondiale dietro a Rossi. Il ravennate, mina vagante nella zona alta delle classifiche, si ostina a dire, però, che la lotta resta quella tra Valentino e Sete. Comunque sia, «Macho» o il catalano a cercare di contendere, parola grossa questa, il titolo al giullare della moto, Fausto Gresini può gongolarsi tranquillo, visto che entrambi sono suoi piloti e sono saliti sul podio nel giorno del 150esimo Gp affrontato dalla squadra faentina. Il mercato in fermento ha messo il pepe un pò a tutti. A partire dal brasiliano Alexandre Barros, quarto, e dallo statunitense Nicky Hayden, quinto. I due hanno inscenato sorpassi e duelli, da brivido quelli con Melandri, salendo un poco sopra alle righe. Non c'è riuscito Max Biaggi. Stessa moto Honda Hrc, stessi problemi che lamenta Gibernau. L'unica certezza è che il colosso di Tokio è partito col piede sbagliato e correggere il tiro non è cosa facile. Rossi-Gibernau il binomio in lotta per la corsa, Melandri-Barros-Hayden il trenino che l'ha rincorso, isolato nel deserto della gara Biaggi, sesto senza colpo ferire da metà gara in poi. Come isolato sembra Max nell'universo Honda. Una voce nel deserto. A fine anno farà le valigie, perlomeno da Hrc. Dopo la buona prova del Mugello è tornato opaco anche il rosso Ducati. Le moto bolognesi, che calzano gomme Bridgestone, hanno preso il via con le coperture di mescola più dura a disposizione ma si sono sciolte come chewingum. Morale: 11esimo Calos Checa, 12esimo Loris Capirossi. Non vanno, come quelle della Ferrari. Addirittura Hoffmann (Kawasaki) e Roberts (Suzuki), si sono fermati a cambiarle in corsa. Ora due settimane di riposo prima del Gp di Assen.
Dai blog
Lazio, solita beffa arbitrale
Mistero David Bowie. Enigma tra esoterismo e trasformazioni
Generazione AI: tra i giovani italiani ChatGPT sorpassa TikTok e Instagram