Quarta Repubblica, Referendum. Sallusti: "Cautela a valutazioni politiche"
Si è concluso oggi il voto sul Referendum della Giustizia, che ha portato alle urne il 56,26% degli aventi diritto. Un dato che, indipendentemente dall'esito, manifesta un risveglio dell'interesse civico popolare. Qualsiasi proiezione sulle valutazioni politiche è però approssimativa e Meloni lo aveva chiarito: il voto non inficia sull'Esecutivo e non rappresenta in alcun modo un giudizio nei suoi confronti.
Se ne parlava oggi 23 marzo a Quarta Repubblica, la trasmissione di approfondimento condotta da Nicola Porro su Rete 4. "Io ho accettato l'invito a fare da portavoce al fronte del sì per una storia personale, professionale, perché ci credo, ma non sono soggetto politico" ha detto il giornalista Giovanni Sallusti, che avverte di essere cauti "a trarre delle valutazioni prettamente politiche".
Per primo, perché la maggioranza "ha sostanzialmente mantenuto gli elettori che l'hanno fatta vincere nel 2022" e quindi "non si è rotto il rapporto di fiducia con gli elettori". Secondo, perché "adesso ci sarà la corsa, soprattutto tra i due soggetti più importanti, il PD e 5 Stelle, a intestarsi la vittoria e trasformarla in una richiesta di leadership".
Sallusti sottolinea dunque la questione di fragilità del campo largo, che dovrà scontrarsi per trovare un volto da proporre alle prossime elezioni politiche. Proiezione di una coalizione che dissente su tutto, dalla politica interna a quella estera, meno che su una cosa: l'opposizione al governo. Segno di una debolezza identitaria che solleva dubbi sulla loro affidabilità politica.
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