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Sanremo 2026, Can Yaman è pronto: “Spero di non combinare pasticci”. La rivelazione sulle canzoni

"Non ho ancora pensato al Festival, ero impegnato sul set. Per me il festival è una novità, non so che farò, spero di non combinare pasticci", spiega Can Yaman, co-conduttore della prima serata del Festival di Sanremo. L’attore turco, giacca e pantaloni di pelle, si è preparato non pensando, perché se avesse pensato si sarebbe emozionato troppo. "Sono preparato. Ero occupato a girare una serie in Spagna ed ero impegnatissimo. Però sto bene, sono molto felice e mi fido di Carlo Conti: spero che mi aiuterà. È un’esperienza nuova, spero di non combinare pasticci", Can Yaman è arrivato direttamente dalla Spagna. Stasera, dopo 50 anni, il primo Sandokan incontrerà il nuovo Sandokan, perché sul palco, oltre a Can Yaman, ci sarà anche Kabir Bedi. Can Yaman tornerà "a Roma in estate per girare con la Lux Vide una commedia, Bro". Quanto alla seconda serie di Sandokan, ha sottolineato: "Si sarebbe dovuta girare quest’estate, ma le riprese sono slittate. Dopo il successo – dice Yaman – vogliono ancora migliorare, servono altri tipi di budget e, per fare una cosa fatta bene, avremo bisogno di più tempo. Mi piacerebbe girare tre stagioni di fila, anche perché poi gli attori invecchiano. A livello fisico dovrò perdere di nuovo peso... In Europa si gira con tempi più lunghi, il sistema è così". Ma qual è il rapporto dell’uomo più amato d’Italia con Sanremo? "Essendo turco sono estraneo a tante cose. Ascolto tantissime vecchie canzoni italiane, tipo 'Piccolo grande amore' di Baglioni… Quelle che fanno soffrire". E ribadisce: "Non canto. Anzi, solo se devo fare un personaggio che canta, ma lì mi pagano". Ultima battuta sulla dolorosa vicenda dell’arresto che lo ha coinvolto in Turchia: "Non c’è un caso, erano controlli di routine che stanno ancora continuando a fare a tutti quanti in Turchia, è un periodo così per la Turchia, stanno controllando tutti. Per me non c’è stato un caso: mi hanno controllato, sono risultato negativo, mi hanno liberato in meno di 24 ore, quindi non c’è un caso come si è detto". E ribadisce ancora: "Non c’è mai stato un caso: ti prendono, ti controllano, se sei a posto ti mandano via".

Carmen Guadalaxara

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