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Sanremo 2026, Ditonellapiaga show nelle prove. Ovazione pure per Sal Da Vinci

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Foto: Lapresse

Andrea Regina
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Ditonellapiaga sbanca, Tredici Pietro sorprende, Sal Da Vinci sfortunato ma poi liberatorio e a dir poco osannato. Questi gli highlights delle prove generali del Festival andate in scena al Teatro Ariston di Sanremo, un rito laico dove giornalisti e addetti ai lavori testano il groove in live, scrutano gli outfit e scoprono per la prima volta la scenografia del teatro ideata da Riccardo Bocchini, un palco di 120 mq caratterizzato da un'impostazione asimmetrica, pareti mobili, scala motorizzata e un imponente sipario LED. E se l'applausometro delle prove avesse davvero un valore assoluto sulle proiezioni di vittoria, non ci sarebbero dubbi su Ditonellapiaga, in assoluto la più apprezzata dagli addetti ai lavori. Ad esordire sul palco nelle prove generali è stata Arisa, la cui 'Magica Favola' del ritorno all'Ariston è un fantasy fin dal ritornello fin troppo Disneyano. Dargen D'Amico abbandona il pelo d'orso degli anni passati, pantalone e camicia western, mostra disinvoltura con il teatro lasciando anche il palco e proiettandosi nel pubblico. Sullo sfondo, una serie di immagini costruite con l'AI, tema toccato dalla sua 'AI AI'.

 

 

Francesco Renga si inserisce subito dopo un intro di archi testando subito la poderosa orchestra dislocata su tre livelli e diretta dal consolidato Pinuccio Pirazzoli per poi adagiarsi su una ballad che tira fuori il meglio dei suoi toni alti, forse un po' troppo offuscati da un'acustica che non lo premia a dovere. Gli applausi più convinti dell'Ariston sono per Ditonellapiaga, abitino nero stretto con collant rosa in tinta con le cravatte di liceali in oversize del corpo di ballo che l'accompagna e nella quale si immerge a fine performance tra l'ovazione dei presenti ma… "che fastidio" quelle parole che sfuggono in live. Suo quindi anche il primo bis delle prove, serve alla regia per regolare il tutto ma anche a lei per prendersi una prova in più e l'ovazione della platea ormai decisamente convertitasi. Elegantissimo Eddie Brock con i suoi acuti che ricordano anche nelle armonie il brano di Olly vincitore della scorsa edizione, insomma fin dal giro di chitarra acustica in avvio una formula che si è già rivelata vincente e che strappa convinti applausi in platea. Seducente Mara Sattei in abito nero con strascico che fa il suo effetto già dalla discesa della scalinata che porta al palco. Grande gestualità, giochi con la telecamera e poi anche qualche chiarimento con la regia e il suono (con tanto di saluti e baci con Conti) mostrano una Mara sicuramente più matura rispetto al 2023. All'opposto, Serena Brancale si presenta in total white, brillando nello sfondo che richiama il cielo stellato dove è volata la madre, a cui la canzone è dedicata. Luché se la gode, in abiti rap super larghi, tradendo qualche sbavatura sugli acuti del ritornello ma sicuramente trasformando il silenzio del suo ingresso in qualche timido applauso in più. Enrico Niggiotti punta sul tempo, canta che "è tardi" e infatti sullo sfondo appare un orologio che scorre veloce tra il gioco di luci color arancio. Bella la discesa delle Bambole di pezza coordinata dalla scalinata, tra i timidi applausi dei presenti. Abiti neri semplici, essere un gruppo le aiuta a riempire bene il palco e Il gioco di luci bianche e rosse crea movimento. A volte la voce rischia di sparire tra le urla e forse anche un po' di bilanciamento. Compare la scritta 'resta con me', applausi più convinti alla fine.

 

 

Total black per Nayt, la cui essenzialità convince i più scettici, ancor più semplice Tredici Pietro in pantaloni e t-shirt, un volo onirico più sentito rispetto al pre ascolto e senz'altro funzionale alla performance che strappa applausi e lo costringe a ringraziare: "Esagerati. Grazie ragazzi, buon viaggio", dice poi all'orchestra. Particolarmente sfortunato Sal Da Vinci, prima con il jingle introduttivo che si blocca alla discesa delle scale, poi a metà performance l'impianto acustico saltato e il lungo conciliabolo sul palco. La seconda prova, tra acuti, inflessi partenopei e belletti con il microfono conferma le sensazioni: se anche sala stampa e radio sono d'accordo, è lui il grande favorito. Malika Ayane balla, se la gode e fa ballare, ma alla fine lamenta una chitarra troppo bassa in cuffia e "alcuni riferimenti un po' incerti" che la costringono a ripetere la performance. Poco entusiasta anche Marco Masini in coppia con Fedez, che chiede "una vox più alta di 2,5 db". Ripete anche Tredici Pietro, poi è la volta di Ermal Meta e della sua 'Stella Stellina', una ninna nanna dolce e politica che si prepara ad essere molto discussa e di impatto, poi si ferma a parlare a lungo con i tecnici pare per accordarsi con la camera che gli gira intorno. Le prove volano via fino sera inoltrata prima di far spazio al green carpet, da martedì si fa sul serio.

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