Medico e farmacista. L'alleanza è servita
Fascicolo sanitario elettronico e dossier farmaceutico del cliente-paziente Il progetto sul controllo dell'aderenza alla terapia entra fra le «buone pratiche»
Una ricerca del Censis, commissionata dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti, ha indagato la situazione occupazionale e le aspirazioni dei professionisti più giovani (fino a 44 anni). È emerso che anche questa professione risente degli effetti della crisi, in termini di difficoltà nel trovare un posto di lavoro stabile, ma anche di quella che fotografa livelli retributivi più bassi. Alcune cifre possono chiarire questo aspetto. Tra i neolaureati soltanto il 25,9% svolge un lavoro stabile, con una retribuzione poco superiore ai 1.100 euro netti. Nel complesso, con riferimento all'attuale condizione professionale, nel 25,3% dei casi si tratta di precari e non occupati, il 61% lavora in farmacia o in parafarmacia, il 13,8% è dipendente della pubblica amministrazione oppure dell'industria farmaceutica e l'1,7% lavora in ambiti non attinenti alla laurea. In estrema sintesi, oltre l'80 per cento dei farmacisti ritiene che un problema occupazionale ci sia, e che al sud sia più grave. Ma è soprattutto un altro dato che fa riflettere. La maggioranza dei medici che lavorano nel settore della farmacia ritiene che la figura del farmacista sia sottovalutata e l'81% è convinto che la causa principale sia l'associazione del ruolo di farmacista a quello di commerciante. Nonostante i cittadini diano da sempre - come prova anche l'ultima indagine di AltroConsumo - un giudizio molto favorevole dell'operato del farmacista di comunità, c'è una larga maggioranza di professionisti che vorrebbe fare di più e meglio. La Federazione ha presente da tempo questo problema e ha avviato diverse iniziative per ridurre questo disagio. L'ultima, presentata a Roma (il 16 giugno) è FarmaLavoro (www.farmalavoro.it), la piattaforma che mira a creare uno scambio diretto tra i farmacisti in cerca di occupazione - o che puntano a migliorare la loro posizione - e tutte le realtà del settore che possono giovarsi dell'opera del farmacista, e per guidare i professionisti nell'aggiornamento professionale e nella formazione post-laurea. Accanto a questa iniziativa la Federazione ha da tempo avviato un percorso per valorizzare il ruolo del farmacista, rendendolo sempre più incisivo nel tracciato di cura a vantaggio del cittadino. Si può citare, per esempio, l'istituzione nel fascicolo sanitario elettronico del dossier farmaceutico, che terrà traccia di tutti i medicinali che il cittadino assume, per aumentare la sicurezza e l'appropriatezza delle cure. Ma soprattutto la nostra sperimentazione dell'I-MUR (la revisione dell'uso dei medicinali a supporto dell'aderenza alla terapia) una prestazione del farmacista che, in collaborazione con il medico, garantisce un ulteriore supporto al paziente alle prese son le terapie farmacologiche. Un lavoro di alto valore scientifico, tanto da essere inserito nel registro delle sperimentazioni che disegnano le buone pratiche assistenziali dal National Institute for Clinical Excellence (Nice, l'ente governativo britannico che valuta le prestazioni sanitarie). I cittadini, che già si affidano con fiducia al farmacista, sappiano che i professionisti del farmaco stanno lavorando per mettere a disposizione prestazioni e servizi sempre migliori. * senatorepresidente FederazioneOrdini dei Farmacisti Italiani
Dai blog
Lazio, solita beffa arbitrale
Mistero David Bowie. Enigma tra esoterismo e trasformazioni
Generazione AI: tra i giovani italiani ChatGPT sorpassa TikTok e Instagram