il paradosso

Maltempo, Roma nel caos ma per il Comune va tutto bene: "Meno criticità del passato"

Martina Zanchi

È stata un’allerta meteo «gialla» quella di ieri a Roma, non «arancione» e tantomeno «rossa», almeno secondo la Protezione civile regionale che mercoledì ha avvisato la popolazione dell’arrivo di «precipitazioni da sparse a diffuse, a prevalente carattere di rovescio o temporale». Fenomeni che «saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento e locale attività elettrica». Una volta si chiamavano temporali estivi, quelli che mettono fine alle vacanze. Ma ieri, visti gli effetti sulla città è parso di avere affrontato una tempesta tropicale, tra alberi crollati, strade chiuse e traffico in tilt per gli allagamenti. A sentire le strutture comunali, però, sembra che nessuno possa rimproverarsi mancanze, ritardi o sottovalutazioni. 

È il dipartimento Lavori pubblici a rivendicare il risultato più clamoroso: meno 88% di «criticità segnalate per il deflusso delle acque meteoriche», ovvero di allagamenti dovuti a tombini o caditoie ostruite: da ottobre scorso a oggi ne risultano 99 quando nel biennio 2021-2022 erano state 858. La situazione è invece stabile rispetto al periodo ottobre 2024-ottobre 2025, segnato da 105 «criticità». Intanto però le mille caditoie ostruite e considerate «prioritarie», a seguito di una mappatura effettuata da Ama, sono ancora otturate. Lì sopra l’acqua si deposita senza possibilità di defluire, ma gli interventi affidati due mesi fa ad Acea Ato 2 non sono ancora partiti.

  

L’assessorato ai Lavori pubblici spiega che si sta aspettando la conclusione dell’appalto in corso (quindi le mille caditoie non sono più prioritarie?), tramite il quale «negli ultimi 6-8 mesi sono state pulite e verificate 2.455 caditoie; sono stati risanati tratti di fognatura delle acque bianche, sostituiti 30 pozzetti e griglie e svolte 460 ore di interventi con automezzo canaljet e 960 ore di attività con motopompe per il prosciugamento di ristagni d’acqua e allagamenti». Tra il 2023 e il 2025 invece «sono stati eseguiti quasi 60 mila interventi su caditoie» capitoline e municipali. Va detto però che lo stesso dipartimento precisa che i «recettori idraulici» presenti solo sulla Grande viabilità sono 55 mila.

Anche l’assessorato all’Ambiente, a cui spetta evitare che gli alberi crollino, si ritiene soddisfatto dei risultati raggiunti. Da Porta Metronia fanno sapere che «da quattro anni a questa parte» vengono eseguite tra 50 e 70 mila potature l’anno. Non un numero eccezionale - è la precisazione - bensì quello «giusto» per arrivare a regime a potare ogni cinque anni. Come mai allora basta un po’ di vento in più per scatenare una pioggia di alberi? Come per i Lavori pubblici, anche l’Ambiente rivendica una riduzione degli interventi legati alle allerte meteo: già la scorsa stagione si sarebbero dimezzati rispetto alla precedente. E poi - continuano dall’assessorato - ad oggi «solo» due cimiteri su 11 (invece dei nove del passato) vengono parzialmente chiusi quando c’è allerta arancione. Bene così, insomma.

Ama invece si occupa di rimuovere gli accumuli di foglie per strada, soprattutto sopra i tombini per evitare l’effetto tappo, e fa sapere che quest’anno si è mossa in anticipo. Solo ad agosto, spiega la municipalizzata, «sono stati eseguiti interventi su 500 tra strade e piazze per un totale di 4.200 chilometri complessivi». Nel 2025 con 55 mila chilometri di strade spazzate l’incremento rispetto agli anni precedenti è del 40%. Nel quotidiano «gli interventi vengono svolti tutti i giorni su 1.200 chilometri di tratte stradali, con il triplo complessivo di passaggi (da 18.900 a 55 mila chilometri coperti) in tutti e 15 i municipi». Dal Campidoglio, nonostante il bollettino di allagamenti e alberi crollati, arriva quindi un quadro complessivo di efficienza. Chissà cosa ne pensa l’ufficio di scopo «Clima», istituito dal sindaco Gualtieri nel lontano 2021.