bangla-suk al colosseo
Via dei Fori, venditori abusivi scatenati. Ma il Municipio "caccia" gli artisti
Ombrellini di carta, braccialetti, «power bank», cappelli e le immancabili bottiglie d’acqua gelata proposte a due euro l’una ad accaldati turisti stranieri. Il cuore dell’Area archeologica centrale, tra il Colosseo e piazza Venezia lungo tutta via dei Fori Imperiali, si è trasformato ancora una volta in un suk del commercio abusivo, praticamente monopolizzato da venditori del Bangladesh, con qualche sporadico «competitor» africano. Qualcuno sorridente, qualcun altro molto meno (si ricordano fino all’anno scorso risse violente a colpi di bastone per contendersi il territorio) i venditori abusivi con buste e zaini in spalla presidiano indisturbati tutta l’area, avvicinando i passanti in bermuda, che peraltro le bottigliette le acquistano volentieri.
La «domanda», insomma, è abbondante. A mancare è l’«offerta» regolare, ad esempio una distribuzione di acqua tramite volontari sul modello di quanto già fatto per il Giubileo 2025. Così invece a offrire refrigerio ci sono solo gli abusivi. E poi c’è il fatto che i controlli sembrano, a una prima occhiata, piuttosto scarsi. Durante la nostra passeggiata tra il Colosseo e via dei Fori, intorno all’ora di pranzo di ieri, non abbiamo notato controlli e tantomeno interventi repressivi contro i venditori irregolari, che spadroneggiano. Ed ecco che emerge un paradosso.
GUERRA AGLI ARTISTI
Il Municipio I ha appena rinnovato con una delibera di giunta e fino al 31 dicembre 2026 il divieto di esibizioni su via dei Fori imposto agli artisti di strada. Cantanti, musicisti, mimi e altri performer, spesso molto validi (un esempio su tutti è quello dei Maneskin, che hanno iniziato la carriera in via del Corso) dovranno tenersi alla larga per altri sette mesi. Già, perché il divieto «temporaneo» - così riportano le svariate delibere prodotte dalla giunta del Centro fino all’ultima, di martedì scorso - dura in realtà da ottobre 2024 ed è motivato dal disturbo che gli artisti provocherebbero con i loro amplificatori.
Troppo rumore, insomma, e di fronte a violazioni delle regole è giusto allontanare i trasgressori, ma qui si tratta di un divieto «tout court» esteso nell’ultimo anno a via Ottaviano, piazza Risorgimento, piazza San Calisto, largo Goldoni, via del Corso, all’intera Ztl Tridente, piazza di Pasquino, via del Portico di Ottavia e pure sul belvedere che dà sul Colosseo, che ieri abbiamo trovato pieno di abusivi proprio come via dei Fori. Non è finita, perché la giunta del Primo ha chiesto al Campidoglio di valutare lo stop all’arte di strada anche per piazza Trilussa, Ponte Sisto e piazza di Pietra, che non sono di competenza municipale. A questo punto si dirà, forse, che sanzionare e allontanare gli abusivi non è compito diretto dei Municipi, tuttavia sul contrasto all’abusivismo commerciale non si ricordano altrettanto decisionismo e prese di posizione ufficiali.
«ESAME» PER I PITTORI
Sempre in tema di arte, l’ultima novità è il bando pubblicato lunedì scorso da Zètema per la «selezione di soggetti idonei allo svolgimento di attività nel campo delle Arti figurative su aree pubbliche», come prevede il regolamento approvato in Assemblea capitolina a novembre. Per la prima volta dal 2019, quando si è svolta l’ultima procedura simile, ci sarà una prova pratica che pittori, scultori e ritrattisti dovranno sostenere per dimostrare le proprie abilità e ottenere la concessione triennale per una postazione sul territorio cittadino.
La prova «di qualità», giudicata da una commissione specializzata nelle arti figurative, vale fino a 60 punti su cento e se non ci si presenta il giorno dell’esame si verrà automaticamente esclusi dalla graduatoria (curioso però che si possano ottenere fino a 24 punti se la prova risulta «insufficiente»). Contano anche l’anzianità maturata da chi già occupa una postazione, fino a 10 punti, il curriculum fino a 15 punti e i titoli di studio per massimo altri 15 punti.
Per essere considerati idonei, bisognerà aver ottenuto un punteggio finale di almeno 60. Sono 254 le postazioni individuate dal Comune su 117 aree della città, 15 solo a piazza Navona sulle 29 dell’intero Municipio I, 45 nel IX, 32 nel VII, 42 nel III, 27 nell’VIII e poi numerose postazioni singole, anche nei quartieri più periferici. Per accaparrarsi il posto migliore conterà la posizione in graduatoria: più in alto ci si trova, prima si verrà contattati dal<ET>Comune per scegliere tra le postazioni disponibili.