Prima Porta "a pezzi", lastra di cemento in bilico da giorni sul viale del cimitero
Cimitero Flaminio, ingresso Nord. Una parte dell’area dei blocchi da qualche giorno è delimitata da reti rosse e nastri che dovrebbero impedire ai visitatori di avvicinarsi ad almeno tre strutture adiacenti a grandi pini. Dovrebbero, appunto, il condizionale è d’obbligo perché da lontano si potrebbe non notare subito il motivo di questa precauzione, ovvero che la lastra di cemento che riveste una parete di uno dei blocchi dove ci sono decine di loculi si è staccata - letteralmente - e rischia di crollare sopra la testa di eventuali malcapitati. A causare il distacco è stato il crollo di uno degli alberi accanto ai blocchi, un grande pino venuto giù la scorsa settimana e piombato proprio addosso al parallelepipedo di cemento. La lastra si è staccata e oggi resta «legata» alla struttura principale per pochi centimetri.
Una prima testimonianza dell’accaduto è stata pubblicata sui social il 31 marzo scorso dallo storico «Comitato tutela cimiteri Flaminio Prima Porta, Verano e Laurentino». Nel video si vede il pino crollato che si è adagiato sopra il blocco di loculi, con quel che resta delle radici sollevato dal terreno di circa un metro. «La cosa che ci indigna è che questo non è un albero vivo, non è un incidente per il maltempo, si vede benissimo che è morto da tanto e che doveva essere potato», commenta il comitato, che punta il dito contro Roma Capitale, accusata di non aver curato a sufficienza il verde dei cimiteri.
Da allora, comunque, un intervento c’è stato, perché tronco e chioma non ci sono più: a terra sono rimaste solo la base con le radici e pure il lastrone è ancora lì, in bilico sul vialetto. Ama assicura che lunedì partiranno i lavori di ripristino e che i loculi non sono stati danneggiati, ma se questo può essere un episodio sfortunato (anche se dando un’occhiata ai blocchi vicini, con le pareti venate di muschio e l’intonaco a macchia di leopardo, qualche dubbio viene) il degrado di Prima Porta è un fatto a cui i romani sembrano quasi rassegnati. Dalle infiltrazioni copiose all’erbaccia tra le sepolture fino alle tombe danneggiate e ai furti, il viaggio per salutare i propri cari sepolti al Flaminio è per molti una prospettiva più dolorosa del necessario. E oltre al danno, c’è la beffa.
Cimiteri a caro prezzo, per un loculo al Flaminio servono migliaia di euro
Come Il Tempo ha rivelato in un articolo del 19 marzo scorso, a Prima Porta si sono accumulati nove anni di ritardo sulle estumulazioni da fare ogni trent’anni. Il risultato è che i «posti» non si liberano, o meglio: sono rimasti solo i loculi più cari, nelle seconde, prime e terze file, con prezzi da 2.800 a 4.300 euro l’uno. Poi però i blocchi cascano a pezzi.
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