Leggi il settimanale
Cerca
Edicola digitale
+

Burocrazia lenta e silenzi, tutti dal Difensore Civico

Nel primo trimestre 2026 istanze aumentate del 120%

Valentina Bertoli
  • a
  • a
  • a

La strada per una Pubblica Amministrazione trasparente ed efficiente è ancora lunga. Le pratiche burocratiche restano complicate, i silenzi assordanti e i tempi di risposta biblici. Ecco perché cresce in maniera esponenziale il numero delle persone che decidono di rivolgersi al Difensore Civico della Regione Lazio, cioè l’istituto di garanzia posto a tutela dei diritti dei cittadini nei rapporti con la PA e con gli enti operanti sul territorio. A confermare questo trend sono le istanze pervenute all’ufficio nel primo trimestre del 2026, quando si è registrato un incremento delle richieste di aiuto superiore al 120% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nel dettaglio, nel mese di gennaio si è passati da 74 a 175 esposti (+136%), a febbraio da 76 a 147 (+93%), mentre a marzo da 83 a 193 (+133%). Numeri che dimostrano una trasformazione culturale, che si basa, da una parte, su una maggiore consapevolezza dei propri diritti e, dall’altra, sul persistere delle difficoltà nell’accesso ai servizi pubblici. 

Il 2025 è stato l’anno della svolta, cioè quello che ha permesso al Difensore Civico di guadagnare la fiducia dei cittadini e di individuare le criticità più ricorrenti dell’azione amministrativa. Le principali difficoltà sono legate agli enti locali (45,69%), cioè ai servizi di prossimità che incidono direttamente sulla vita quotidiana. Seguono gli uffici e gli enti regionali (10,85%), le amministrazioni statali (12,04%), gli enti previdenziali (7,77%), le Asl (13,15%), gli ospedali e le case di cura (3,76%), l’Ater (2,05%) e altri enti pubblici (4,70%). L’azione dell’istituto nato nel 1980 permette infatti di capire quali siano le aree di maggiore sofferenza del sistema pubblico. Il diritto alla salute, pur formalmente garantito, incontra ancora ostacoli nella sua concreta attuazione. Sono tante le segnalazioni sulle lunghe liste di attesa, sul difficile accesso alle prestazioni o alla documentazione sanitaria. Manca tempestività nell’ambito della previdenza. I cittadini chiedono di snellire le pratiche e di garantire maggiore trasparenza per quanto riguarda le pensioni, il TFS (Trattamento di fine servizio) e il TFR (Trattamento di fine rapporto) e le misure di sostegno al reddito.

Tra i settori nei quali il cittadino percepisce maggiormente la distanza dalla PA figura poi quello del governo del territorio: urbanistica, edilizia e viabilità. Anche sul piano dei tributi e dei servizi pubblici essenziali (acqua, rifiuti, energia) non mancano i nodi da sciogliere: le criticità confermano soprattutto l’inefficacia delle comunicazioni. 
Problemi che il Difensore Civico, che non è un organo di controllo in senso sanzionatorio ma un presidio di garanzia non giurisdizionale, cerca di affrontare garantendo ascolto e tempestività. «Sono ancora tanti i cittadini che non sanno di poter contare sul nostro ufficio, ma siamo soddisfatti dei risultati ottenuti. Uno su tutti: i tempi medi di conclusione dei procedimenti sono pari a quattro giorni rispetto ai 30 previsti dalla normativa. È la dimostrazione che proviamo ad accompagnare le persone verso una risposta concreta nel più breve tempo possibile», ha spiegato il Difensore civico della Regione Lazio, Marino Fardelli
 

Dai blog