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Pasqua, scattano i rincari: uova "d'oro" a 80 euro

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Damiana Verucci
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Più che di cioccolato potrebbero essere quasi d’oro, con quello che costano quest’anno le uova di Pasqua. E non c’entra il conflitto in Iran o l’inflazione, si tratta di rincari e basta, che secondo le associazioni dei consumatori sfiorano il 10% rispetto allo scorso anno. Così, se al chilo il prezzo dell’uovo di cioccolato di marca industriale si aggirava a Pasqua 2025 intorno ai 70 euro, oggi supera i 77 euro di media. E questo, nonostante le quotazioni del cacao siano diminuite, ma troppo di recente rispetto ai prodotti venduti oggi nei negozi che sono stati realizzato col cacao acquistato prima di questa diminuzione. Si va infatti da un prezzo medio di 8 euro a un massimo di 25. Ma per le uova artigianali si superano i 40 euro, per non parlare delle gourmet che sfiorano gli 80 euro.

Va leggermente meglio per le colombe: in questo caso gli aumenti oscillano intorno al 3% e i prezzi di quelle industriali tra i 5 e i 15 euro. Quelle farcite arrivano a 20 euro. Più costoso anche il pranzo della domenica. A tavola i romani spenderanno circa 150 euro a famiglia, secondo Coldiretti, con un aumento del 10% rispetto allo scorso anno. Con circa 40 euro si compreranno i dolci tipici della tradizione, visto che in almeno il 70% delle case saranno presenti sia uova che colombe. Il resto degli aumenti si spartisce tra burro, +19,5%, cacao, appunto, +14,1% e uova di gallina, +4,6%. Vince la tradizione, a tavola. Del resto il Lazio si conferma tra le regioni italiane dove è più facile trovare il maggior numero di prodotti agroalimentari tradizionali con 472 prodotti, posizionandosi così al primo posto tra le regioni del centro Italia.

Ciò nonostante, fanno sapere da Confartigianato Roma, risulta piuttosto difficile reperire personale addetto alla produzione di dolci: su 1.580 proposte di assunzioni, 910 non si trovano e si tratta, in particolare, di pasticceri, gelatai, panettieri e pastai artigianali. «La pasticceria artigianale si conferma protagonista dei consumi pasquali, trainata dalla tradizione e dalla biodiversità del settore agroalimentare italiano - spiega il presidente di Confartigianato Roma, Andrea Rotondo - e nonostante un contesto economico incerto e il rialzo dei costi di alcune materie prime, i prezzi dei prodotti di pasticceria fresca mostrano un rallentamento dell’inflazione, mantenendosi più contenuti rispetto ad altri settori alimentari». 

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