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La rivincita dei Cestò di Gualtieri: spuntano in tutta Italia

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Martina Zanchi
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Dalla Capitale al resto d’Italia e prima o poi, perché no, anche in altri Paesi europei. «Cestò» esce dal Grande raccordo anulare e conquista altri Comuni italiani, che, interessati al prototipo di cestino antiterrorismo progettato da Ama, ne stanno ordinando a decine. I primi cento pezzi «extra Gra» – fa sapere l’azienda - sono andati a L’Aquila, che ne ha presi 30, e poi 20 a Lanciano in provincia di Chieti, 15 a Bari e per ora un’altra trentina tra Ischia e Reggio Emilia.

Sul prezzo di vendita fanno fede i singoli appalti, quel che si sa è che a Roma Capitale i primi 18 mila sono venuti a costare circa 766 euro l’uno, ma si giocava in casa, Roma su Roma, mentre per la municipalizzata capitolina la provvigione sugli acquisti dei Cestò ordinati da altre città è del 5%. È il caso di dire che i rifiuti fanno ricchezza. E che il modello è piaciuto – forse più fuori che dentro le Mura – infatti Ama ha deciso di registrare marchio e design non solo a livello italiano ma anche europeo. A febbraio, infatti, è stato affidato a una società specializzata l’incarico di compiere «gli atti necessari e opportuni per effettuare la ricerca di identità a livello internazionale, redigere, depositare, emendare una domanda di registrazione nell’Unione europea».

Cestò «blindato», oltre che antiterrorismo. Peccato per quelle giornate di ottobre scorso in cui la Capitale è stata sotto scacco dei Pro Pal, che hanno messo a ferro e fuoco il Centro distruggendo, tra le altre cose, 14 innocenti cestini usati per costruire barricate. Almeno non hanno preso fuoco, essendo ignifughi. Non sono però a prova di gabbiano, viste le scene di lauti pasti di rifiuti immortalate da quando sono comparsi in Centro. Le sbarre sono larghe perché le forze dell’ordine possano vederne il contenuto, ma il becco dei pennuti ci passa comodamente. A Bari dovranno tenerne conto.

Da noi nel 2024 l’esordio dei contenitori - che imitano l’estetica dei vecchi secchi in ghisa, pur essendo fatti di polietilene - non è filato liscio. È stata, sì, apprezzata la sostituzione delle «urne» di era 5Stelle, ma non è sfuggita la massiccia campagna messa in piedi dal Campidoglio quando le immagini dei nuovi Cestò tappezzavano mezza città. Persino il sindaco, sui social, ha dedicato al prototipo entusiastici video di presentazione. La campagna pubblicitaria - come Il Tempo ha rivelato all’epoca - era costata 83.635 euro. Nel frattempo i Cestò, su cui sono stati installati anche i posacenere, hanno svolto il loro «sporco» lavoro: ogni giorno raccolgono circa 80 tonnellate di rifiuti, quasi 30 mila tonnellate l’anno.
 

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