Tricolore nascosto, strappato, sbiadito: così s'arrende a scuola
Tirando le somme, siamo ancora all’abc. Ieri si è celebrata la Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera. Una ricorrenza che ricorda la nascita dello Stato italiano e rende omaggio al Tricolore: il simbolo della nostra identità, della libertà e dell’unità della nostra Nazione. Ma a buttare un occhio, o tutti e due, sulle facciate degli edifici scolastici della Capitale, se è vero che in qualche caso si è posto rimedio allo stato di incuria, la sciatteria continua a farsi notare eccome in fatto di esposizione dei vessilli bianco, rosso e verde. E non è per nulla un vezzo. Perché su questo tema, su questa memoria qui, va da sé che la scuola, come ha rimarcato ieri il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, «svolge un ruolo fondamentale nel custodirla e trasmetterla». L’educazione al rispetto della Bandiera passa attraverso la sua cura e la sua corretta esposizione sulle strutture scolastiche.
Le disposizioni di riferimento sono quelle contenute nel D.P.R. 7 aprile 2000, n. 121, che regolano modalità, tempi e condizioni di esposizione della Bandiera della Repubblica italiana e delle altre contemplate dalla normativa vigente. Il Regolamento prevede che le bandiere siano mantenute in buono stato di conservazione, esposte in modo conforme e sostituite qualora risultino deteriorate, scolorite o non più idonee alla funzione rappresentativa a loro attribuita. Concetti rafforzati dalle circolari ministeriali in materia, la più recente dello scorso 8 gennaio. Pasquale Trabucco, Primo Capitano, fondatore del Comitato nazionale 4 novembre (ricorrenza che celebra l’Unità Nazionale e le Forze Armate), insieme al Tenente Paolo Uras, sei anni fa ha creato "Onori alla Bandiera", una pagina Facebook che conta oggi oltre 6mila iscritti su base nazionale e raccoglie, verifica e segnala a chi di competenza le situazioni di bandiere "indecorose": sdrucite, sporche, degradate, esposte male.
L’ultimo monitoraggio dedicato agli istituti scolastici romani, riferito al periodo 27 febbraio-3 marzo, che include pure numerose segnalazioni effettuate da Il Tempo, di casi indicativi ne riporta parecchi. Partendo dai due brandelli di Bandiera, Tricolore e Ue, che fanno bella mostra di sé all’esterno del plesso Randaccio dell’Istituto Comprensivo Piersanti Mattarella, a Casal Bertone, intitolato alla memoria del fratello del Capo dello Stato ucciso dalla mafia. Non proprio uno qualunque. Che biglietto da visita. Del resto, nella protesta andata in scena qualche giorno fa, le famiglie hanno chiesto a gran voce una «scuola sicura e dignitosa», denunciando «condizioni emergenziali» dei plessi. È sfilacciato il Tricolore appeso sulla scuola primaria 2 Ottobre 1870 di via di Santa Maria alle Fornaci, simili quelli al Liceo Augusto e all’IC Fucini; spezzata e sbiadita la Bandiera sulla parte anteriore della scuola Bartali di via di Settebagni, IC Uruguay (segnalata il 26 febbraio); sconquassata la Bandiera Ue che campeggia alla scuola Tibullo (segnalata il 27 febbraio). Gli stendardi esposti scorrettamente, poi, non si contano: dal plesso Caproni fino alle scuole Bartolomei, Diaz e Nievo. Onore, della nostra Patria, e insieme onere: nelle scuole di Roma la strada da fare è ancora tanta.
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