Leggi il settimanale
Cerca
Edicola digitale
+

Villa Ada, torna a splendere il bunker dei Savoia

Valentina Bertoli
  • a
  • a
  • a

Dopo più di cinque anni di chiusura, riapre al pubblico il bunker dei Savoia, il rifugio antiaereo realizzato all’interno di Villa Ada fra il 1942 e il 1943 per la famiglia reale. Il dipartimento capitolino di Tutela Ambientale ha completato i lavori di riqualificazione, che sono stati finanziati con 2,4 milioni di euro provenienti dal Pnrr, e ha formalizzato un patto di collaborazione con le associazioni Roma Sotterranea e Asd Giochi di Strada per la gestione della struttura. Ieri, dopo una passeggiata di dieci minuti nel polmone verde che si sviluppa tra i quartieri Parioli, Pinciano e Trieste, il sindaco Roberto Gualtieri, l’assessore capitolino all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti, Sabrina Alfonsi, e il presidente del Municipio II, Francesca Del Bello, sono stati i primi a varcare la soglia del bunker. «Siamo contenti di aver reso di nuovo fruibile questo bunker, lo era stato tanti anni fa ma poi aveva dovuto chiudere perché tutta la zona intorno era diventata completamente inagibile», ha detto il primo cittadino, sottolineando poi che tutti gli oggetti esposti all’interno, dagli elmetti alle maschere antigas, «sono autentici».

In effetti, entrare nel rifugio antiaereo, edificato a circa 350 metri (in linea d’aria) dalla palazzina dei Savoia, è come viaggiare in una macchina del tempo. La prima particolarità che salta all’occhio è proprio legata alla distanza della struttura dalla residenza reale. Il bunker fu scavato all’interno di una collina presente nell’area così da permettere ai reali di accedervi direttamente in macchina e senza dover percorrere a piedi scale o rampe. La struttura, che si sviluppa per più di 200 metri quadrati, ha una forma circolare. Il vero cuore è la seconda stanza: si tratta di una camera ad alta pressione sul modello tedesco, dotata di un efficace sistema di filtri per la depurazione e il ricambio dell’aria. La protezione dai gas era garantita da guarnizioni in gomma - alcune ancora visibili - di cui erano dotate tutte le porte, compreso il grande portone carrabile. Completano il rifugio due bagni, un’anticamera e due ambienti di servizio.

C’è poi una via di fuga. Salendo 40 gradini di una scala a chioccola, si raggiunge un piccolo manufatto cilindrico in mattoni posizionato nella parte alta della collina. Al suo fianco si trova una struttura composta da lastroni in cemento, un vero e proprio scudo realizzato per proteggere gli ambienti sotterranei e perfettamente mimetizzato grazie alla vegetazione circostante. L’intervento di ingegneria naturalistica effettuato nell’area del rifugio è il più consistente effettuato finora a Villa Ada: sono stati stabilizzati i pendii che erano soggetti a forte erosione e sono state messe a dimora circa 900 piante forestali. L’accordo comprende poi anche la gestione della Torre sul Colle Roccolo, attualmente oggetto di lavori di messa in sicurezza. Un risultato di cui si è detta soddisfatta anche l’assessore Alfonsi: «Su questo parco abbiamo investito molte risorse, nella convinzione che possa tornare all’antico splendore», ha dichiarato. L’ingresso al bunker sarà gratuito tutti i weekend. Le visite guidate a pagamento, invece, saranno prenotabili online sul sito di Roma Sotterranea.

Dai blog