Leggi il settimanale
Cerca
Edicola digitale
+

Separazioni e divorzi, il Comune "la fa lunga": 18 mesi per un appuntamento

Martina Zanchi
  • a
  • a
  • a

Mettere fine a un matrimonio è un’esperienza delicata, sia che i coniugi siano d’accordo e a maggior ragione se non lo sono, ma la speranza di archiviare la faccenda il prima possibile per cominciare un nuovo capitolo di vita è pura utopia. Soprattutto se si ha a che fare con la burocrazia di Roma Capitale. Eppure dal 2014 la legge consente di separarsi o divorziare, oppure di modificare le condizioni degli accordi, direttamente in Comune senza passare dal tribunale purché sia una decisione consensuale e non ci siano di mezzo figli minorenni o questioni patrimoniali da dirimere. Una «semplificazione», in via teorica, che però si scontra con la realtà.

Ovvero con il fatto che negli uffici capitolini ci sono solo tre impiegati che si occupano di circa 6.500 pratiche l’anno, che corrispondono a 13 mila persone coinvolte. Se si contano poi le 2.500 coppie che chiedono di poter spiegare di persona la propria situazione, va anche peggio. Ad oggi infatti l’attesa media per un appuntamento è di 18 mesi. Significa avere un primo confronto più o meno ad agosto 2027. Poi ci sono i tempi tecnici per la scrittura dell’atto e per la lettura, conferma e firma da parte dei coniugi, e se ne va così almeno un altro mese. Va un po’ meglio se si chiede «solo» di trascrivere una separazione assistita, avvenuta di fronte al proprio legale di fiducia, ma anche qui le procedure arrancano: il ritardo è di circa sei mesi, ad oggi si stanno trascrivendo atti dell’estate scorsa.

Alla faccia della semplificazione, verrebbe da dire, anche se non sempre sono paragonabili le pratiche del Comune e quelle effettuate in tribunale (per cui dopo una negoziazione assistita può bastare una settimana per essere ufficialmente separati). Di «condizione insostenibile» per la continua emorragia di personale ha parlato ieri, durante la commissione capitolina Roma Capitale, il direttore del dipartimento Decentramento e Servizi delegati, Gaetano Altamura. Sarebbe questo infatti il motivo di tempi così dilatati per pratiche che, invece, dovrebbero essere molto più rapide. Solo nell’ufficio specializzato in separazioni e divorzi si è passati dagli otto impiegati del 2022 ai tre di oggi. Ma il trend riguarda tutto il settore.

 «Da fine 2022 questo dipartimento ha perso 109 unità - ha detto Altamura - A questo è corrisposta un’immissione di 55 unità» grazie ai concorsi. Il saldo, comunque, segna un meno 50. «In tre anni e mezzo abbiamo perso un terzo della dotazione organica complessiva», segnala il direttore. E a farne le spese sono, anche, le migliaia di coppie che hanno deciso di separarsi e avrebbero diritto a non vedersi allungare una sofferenza inutilmente.

Dai blog