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Roma a pedali, comitati anti-ciclabili uniti contro le follie della Mobilità
Dal grande raccordo anulare delle bici al grande raccordo dei comitati uniti contro quelle che definiscono «opere scellerate a spese dei cittadini». Via Guido Reni, via Panama, Montesacro, Eur. Non sembra sfuggire nessun quadrante dall’insoddisfazione per le piste che a detta dei romani sembrano moltiplicarsi, ognuna con le proprie criticità, diverse l’una dall’altra, in qualche caso simili. C’è chi parla di posti auto dimezzati, di mancanza di sicurezza, di carreggiate ridotte e chi di progetti fatti «senza criterio», fanno notare i presidenti dei comitati Sos. Per Marco Borrello di Sos Sacco Pastore l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè, doverebbe «mettersi seduto a un tavolino e parlare con i residenti». A mancare, denunciano in molti, è il dialogo e il confronto con i cittadini. «Non ci ritengono un interlocutore, non siamo mai stati sentiti», gli fa eco Rocco Gaudioso del comitato di via Panama dove, tra le altre cose, la pista ciclabile «ogni volta che piove si allaga. Hanno bocciato anche la nostra alternativa, le modifiche deliberate dal municipio non sono state accettate».
E così tutti sono concordi nel parlare di decisioni «calate dall’alto»: «Sono cadute dal cielo, l’amministrazione non parla con i cittadini», osserva Borrello. Il capogruppo della Lega capitolina Fabrizio Santori, quindi, ricorda che «cresce ogni giorno la rete dei comitati di cittadini esasperati da cantieri infiniti, parcheggi eliminati senza alternative, carreggiate ristrette, traffico aumentato e situazioni di evidente insicurezza». Soltanto questa settimana, in via Guido Reni, come fanno sapere dal comitato Sos della zona, ci sono stati tre incidenti. «Sono state costruite delle rampe con spigoli pericolosissimi. E poi attendiamo ancora il varo della pista, dal 29 luglio ci sono ancora le transenne», spiega la portavoce Francesca Romana Fuxa Sadurny.
Per Claudio Vitalini, presidente del comitato Sos Ferratella, è «utile fare fronte comune visto che i problemi si ripetono. Siamo in più comitati a dire le stesse cose». Ed è lungo l’elenco delle criticità riscontrate sulla pista ciclabile all’Eur, che è parte del BiciPlan: carreggiate ridotte, allagamenti, spazzatura incastrata, sono alcuni esempi.
Stanchi, dunque, di una situazione che si protrae da mesi, i comitati hanno così deciso di unirsi e di agire legalmente nei confronti del Comune e di presentare un esposto alla Corte dei Conti. Per Santori quelli fatti sino a ora sono «interventi costosissimi che si traducono in semplice segnaletica orizzontale o cordoli, spesso rifatti più volte, con piste che finiscono nel nulla o che vengono addirittura sventrate pochi mesi dopo la realizzazione». Ora però i comitati vogliono fare un passo in più e prevedono di incontrarsi ogni mese e mezzo per fare un punto sulla situazione al fine di trovare una soluzione una volta per tutte.