le tasche dei romani
Auto elettriche, il diktat dell'assessore getta la città nel caos
Il Campidoglio annuncia che tra qualche mese chi guida un veicolo elettrico dovrà pagare mille euro l’anno per entrare in Ztl e i romani sprofondano in un mix tra sconforto e rabbia. Stati d’animo alimentati, forse, anche dalle scarse informazioni fornite dal Comune. Chi pagherà davvero e da quando, esattamente? I tempi tecnici che intercorrono tra l’approvazione della delibera di giunta, prevista entro febbraio, e gli adeguamenti tecnici necessari lasciano ipotizzare che le nuove regole saranno in vigore da quest’estate, ma non c’è certezza. Così come non è chiaro quanti sono realmente i permessi, oggi gratuiti, che presto diventeranno a pagamento. I veicoli elettrici autorizzati a entrare gratis nella Ztl Centro sono infatti circa 75 mila, ma tra questi ci sono pure i mezzi «green» del carico e scarico merci, quelli dei residenti, dei lavoratori notturni e così via.
E se da un lato dal Campidoglio arrivano rassicurazioni sul fatto che chi già possiede il diritto all’accesso libero continuerà a non pagare, come chi vive in Ztl o chi ci lavora, i romani ormai si aspettano di tutto dall’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, che è stato il più forte sostenitore, ad esempio, di quella sciagura chiamata Ztl Fascia verde, sventata all’ultimo grazie all’intervento della Regione e ai ripensamenti capitolini pre-elettorali. E poi c’è la questione dei mezzi «mild hybrid», che sempre per l’assessore, che ha firmato due direttive, dovranno cominciare a pagare le strisce blu in tutta la città. Provvedimenti che oltretutto sembrano tradire i propositi «green» dell’Amministrazione e che hanno scatenato una pioggia di polemiche. In prima linea i consiglieri capitolini di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e anche Azione, mentre le categorie produttive della città chiedono chiarimenti immediati: «Apprendiamo con stupore dalla stampa il nuovo provvedimento relativo alla Ztl e ai veicoli elettrici - commenta ad esempio il presidente di Cna Roma, Roberto Orlandi - Una decisione che incide direttamente sull’attività di centinaia di micro e piccole imprese artigiane del nostro territorio e che, ancora una volta, non è stata oggetto di un confronto preventivo».
La transizione ecologica, afferma Orlandi «è un obiettivo che condividiamo pienamente ma deve essere accompagnata da regole chiare, stabili e soprattutto condivise». Critiche anche da Confesercenti: «Si tratta di un provvedimento calato dall’alto sulla testa dei cittadini, delle imprese e degli operatori - dice il presidente Claudio Pica - Ci sentiamo di essere solidali con tutti i romani. Come dire: dopo il danno anche la beffa, visto che vengono colpiti i cittadini che hanno investito in auto elettriche e ibride, proprio sotto l'impulso di quella stessa parte politica che oggi invece si ritrae».