il caso
Roma, ippodromo delle Capannelle a bando con gli abusivi dentro
Il vecchio gestore dell’Ippodromo delle Capannelle se ne è andato quando previsto, ha «chiuso» l’utenza della corrente, e le famiglie che vivono abusivamente dentro l’impianto di via Appia Nuova sono rimaste senza elettricità. Si tratta di circa cento persone, tra i 30 e i 40 nuclei che si sono appropriati da decenni di circa novemila metri quadrati di superficie. Il problema della luce è stato risolto ieri mattina dal Comune, in attesa che il nuovo concessionario di Capannelle, la società abruzzese Marsicana srl, firmi il contratto per la gestione 2026 dopo aver ottenuto l’aggiudicazione all’inizio di questo mese. I tempi si stanno allungando, la firma si fa attendere ma al contempo il tema delle occupazioni abusive sta tornando di stringente attualità. Non è esclusa, infatti, una certa riluttanza da parte dell’aggiudicatario ad «accollarsi» le spese dell’elettricità consumata da un centinaio di occupanti che il Comune ha tollerato fino ad oggi.
Contattato da Il Tempo, il patron Franco Pasquini non si esprime in quanto, appunto, Marsicana non ha ancora firmato per Capannelle e definisce quella attuale una fase «interlocutoria» con Comune e ministero dell’Agricoltura. Si aggiunge però un elemento: in questi giorni è emerso che il Campidoglio ha stanziato in Bilancio un milione di euro destinato a investimenti strutturali sull’ippodromo, somma a parte rispetto al valore della concessione messa a bando a fine 2025, pari a 5,15 milioni di euro. Non c’entrerebbero nulla, però, le bollette della luce degli occupanti, che secondo alcune stime ammonterebbero a 150 mila euro l’anno su un totale di circa 700 mila, soldi finora sborsati dall’ex gestore Hippogroup. Resta però l’incredibile circostanza di un polo sportivo messo a bando dal Comune con tanto di occupanti abusivi dentro, dei quali sembra proprio che, secondo il Campidoglio, debba occuparsi l’impresa affidataria. Non per niente tra i documenti di gara c’è pure una «Perizia tecnica su immobili occupati abusivamente» risalente al 2004. Come a dire: questa è la situazione, fatevi due conti. Chissà però dopo 22 anni quante cose sono cambiate rispetto a quella pur dettagliata fotografia. E infatti meno di due settimane fa l’assessore allo Sport Alessandro Onorato, al momento della riconsegna delle chiavi di Capannelle, ha annunciato l’avvio di una «ricognizione per capire chi abita qui dentro, che fragilità ci sono. È evidente che dobbiamo trovare delle soluzioni alternative. Non cacceremo nessuno domani. Però dobbiamo capire il giusto modo di utilizzo di questi luoghi, non è scontato che tutti possano rimanere». Vale la pena intanto entrare nel merito di cosa il Comune ha avuto sotto gli occhi per decenni, senza sognarsi di intervenire. «A seguito di sopralluoghi tecnici, misurazioni topografiche e verifiche catastali - scrive il perito incaricato dall’allora Società Gestione Capannelle spa - sono state determinate le consistenze delle proprietà immobiliari abusivamente occupate da vari soggetti, non sempre identificati». Misurazione che peraltro «è risultata estremamente difficile, complicata dall’impossibilità di accesso alle proprietà recintate». Curioso, per un impianto pubblico. Ma andiamo avanti. Tra vecchi edifici, scuderie, officine e manufatti sorti ex novo, «il totale della superficie occupata abusivamente è di metri quadrati 9.337 circa». Anni fa il Municipio cercò di riconoscere agli occupanti una sorta di residenza dentro l’ippodromo, ma di fatto siamo ancora al punto di partenza. Di questo gruppo di abusivi dovrebbe farsi carico un altro privato, che non è detto sia d’accordo, mentre il Comune non sa ancora cosa fare di loro.