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Ubriaca al volante distrugge auto dei vigili urbani e la volare per 30 metri

Foto:  Il Tempo 

Massimiliano Gobbi
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Attimi di paura nella notte sulla tangenziale Est, all’altezza dell',uscita Salaria. Intorno alle 4 una vettura di servizio del II Gruppo Sapienza della polizia locale di Roma Capitale è stata centrata in pieno da un’auto condotta da una donna in evidente stato di ebbrezza. Solo per un caso fortuito gli agenti sono rimasti illesi. La pattuglia era impegnata nelle operazioni di sistemazione di una palina segnaletica quando una Volkswagen Golf, arrivata a forte velocità, ha colpito violentemente il mezzo di servizio, spostandolo di circa trenta metri. Pochi istanti prima dell’impatto, gli agenti erano scesi dall’auto, una circostanza che ha evitato conseguenze ben più gravi. Alla guida della Golf una ragazza nata nel 1996, risultata positiva all’alcol test con un tasso alcolemico pari a 2,6 grammi per litro, oltre cinque volte il limite consentito. Sul posto è intervenuta una pattuglia dei Carabinieri per i rilievi e gli accertamenti di rito.

Un incidente che non è passato inosservato all’Ugl polizia locale di Roma, che torna a chiedere con forza il riconoscimento della categoria come lavoro a rischio. «Nel manifestare tutta la nostra solidarietà ai colleghi coinvolti - dichiara Paolo Emilio Nasponi, coordinatore romano Ugl - non possiamo non sottolineare come sia ormai urgente e improcrastinabile inserire la polizia locale tra le categorie di lavoro a rischio. Nonostante il settore sia oggetto di riforma in Parlamento la polizia locale non è riconosciuta nemmeno come categoria usurante, sebbene la strada, con le sue insidie quotidiane, rappresenti il principale luogo di lavoro. Questa notte si è davvero rischiata una strage». Il coordinatore Ugl richiama infine alla memoria il caso di Daniele Virgili, il giovane agente travolto nel novembre 2024 da un’auto condotta da un uomo ubriaco, che gli causò la perdita di una gamba. «È indispensabile che le istituzioni prendano piena consapevolezza dei rischi a cui siamo esposti ogni giorno - conclude Nasponi - e che nelle riforme annunciate vengano finalmente inserite adeguate tutele per chi opera costantemente mettendo a repentaglio la propria vita».

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