Il carabiniere superteste: "Chiedo scusa alla famiglia"
Francesco Tedesco in aula: "Nove anni di muro insormontabile"
"Chiedo scusa alla famiglia Cucchi e agli agenti della polizia penitenziaria imputati nel primo processo. Per me questi 9 anni di silenzio sono stati un muro insormontabile". Così in aula Francesco Tedesco, il militare super teste e imputato per omicidio preterintenzionale che ha accusato i colleghi coimputati nel procedimento sulla morte di Stefano Cucchi. Sono cinque i carabinieri alla sbarra nel procedimento bis in corso davanti alla prima Corte d'Assise: Alessio Di Bernardo, Raffaele D'Alessandro e Tedesco, rispondono di omicidio preterintenzionale. Tedesco risponde anche di falso nella compilazione del verbale di arresto di Cucchi e calunnia insieme al maresciallo Roberto Mandolini, all'epoca dei fatti a capo della stazione Appia, dove venne eseguito l'arresto. Vincenzo Nicolardi, anche lui carabiniere, è accusato di calunnia con gli altri due, nei confronti degli agenti di polizia penitenziaria che vennero accusati nel corso della prima inchiesta sul caso.
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