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Roma, Tor Bella Monaca: suonano alla porta e gli sparano. Ragazzo gambizzato

carabinieri

Il 18enne non è in pericolo di vita. Indagano i carabinieri di Frascati

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Hanno bussato alla porta di un appartamento poco distante dal suo. Sapevano di trovarlo lì, si sono fatti aprire e con una pistola calibro 22 hanno fatto fuoco. A Tor Bella Monaca ieri sera le 21 hanno rintoccato con due colpi d'arma da fuoco. Non è chiaro se esplosi dopo una lite o se invece pianificati. Si sa invece che hanno centrato le gambe di Giancarlo Tei, 18 anni compiuti a febbraio e già alle spalle un'accusa di omicidio. A sparargli due uomini, entrati in un'abitazione nella stessa via Giovanni Battista Scozza, dove la vittima risulta residente con i genitori, ma pochi civici più in là. Di chi sia la casa è ancora al vaglio degli investigatori, ma di certo lo sanno bene i mandatari di quello che a tutti gli effetti pare un avvertimento ordinato da un mandatario, «gravato»da un conto in sospeso con il 18enne. Chi lo ha ferito è fuggito seminando due bossoli per le scale e, parecchio più in alto, quasi sotto alle coperture dei tetti, la pistola calibro 22 perfettamente compatibile con i bossoli e forse usata per gambizzare il ragazzo. Portato dai genitori al policlinico Tor Vergata, non è in pericolo di vita. Sul posto per i rilievi gli stessi carabinieri di Frascati che due mesi fa arrestarono Giancarlo Tei, allora minorenne, per l'omicidio del coetaneo Federico Caranzetti il 6 gennaio del 2014. Il 17enne morì tre giorni dopo nello stesso ospedale dove ieri sera il suo presunto assassino è stato portato per le ferite d'arma da fuoco alle gambe. Secondo i militari agli ordini del colonnello Magrini, oggi impegnati a rintracciare chi gli ha teso l'agguato, Tei avrebbe conficcato una pallottola alla testa della vittima, lasciandolo a terra agonizzante al termine di una lite per motivi legati alla droga. Gli elementi che portarono ad arrestare il 17enne di Tor Bella Monaca erano diversi, eppure non considerati gravi né univoci indizi di colpevolezza secondo la Corte di Cassazione, che annullò l'ordinanza di custodia cautelare emessa a carico del presunto assassino. Che qualcuno, a distanza di mesi dalla decisione della Suprema Corte, abbia voluto farsi giustizia per conto proprio è solo una delle ipotesi dei carabinieri. L'altra, impossibile da escludere, resta legata allo spaccio di stupefacenti che già costò la vita al giovane Caranzetti, trovato la sera dell'Epifania dello scorso anno da un passante in un a pozza di sangue. Picchiato prima, a pugni o a bastonate non fu mai chiaro. Quindi ferito con un proiettile alla fronte che gli diede appena tre giorni di speranza prima di strappargli per sempre la vita.

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