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Alì Agca in visita in Vaticano VIDEO VIDEO/2

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L'attentatore di Giovanni Paolo II ha portato dei fiori sulla tomba di Wojtyla: "Avevo bisogno di questo gesto"

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È il caso di dirlo. Mehmet Alì Agca è tornato sul "luogo del delitto". L'uomo che il 13 maggio 1981 sparò a Giovanni Paolo II questa mattina si è recato in visita in Vaticano. L'uomo ha deposto un fiori sulla tomba di di Wojtyla e ha chiesto di vedere Papa Francesco (foto esclusiva dell'Adnkronos). Agca è arrivato ieri in auto a Roma dall'Austria. Stamattina si è presentato verso le 12:45 negli uffici dell' Ispettorato di Polizia in Vaticano e vi è rimasto per circa mezz'ora, il tempo necessario per la verifica dei documenti e del passaporto. ''Sentivo la necessità di fare questo gesto" ha spiegato agli agenti. Poi è uscito per andare a rendere omaggio a Giovanni Paolo II.      Clandestino? La "visita" di Alì Agca rischia di concludersi nel peggiore dei modi. L'ex terrorista, a quanto riferisce l'Agi, rischia infatti l'espulsione dall'Italia per ingresso clandestino. Questura di Roma e ambasciata turca starebbero verificando i documenti dell'ex Lupo grigio.      Il 13 maggio 1981. Difficile dimenticare l'immagine della pistola puntata contro il Pontefice quel mercoledì di 33 anni fa. A sparare, appunto, il turco Ali Agca, estremista musulmano appartenente al gruppo dei Lupi grigi. Agca raccontò ai magistrati di essere stato assoldato dai servizi segreti bulgari per conto del Kgb, con l'obiettivo di fermare Solidarnosc, il sindacato polacco appoggiato dal Papa. Poi in aula ritrattò e si proclamò Gesù Cristo. Nel 1983, nel carcer di Rebibbia incontrò Giovanni Paolo II. Nel 2000 venne estradato in Turchia dove trascore in cella altri 10 anni.      Monsignor Forte. Parlando con l'Adnkronos monsignor Bruno Forte, teologo e segretario speciale del Sinodo dei vescovi sulla famiglia, ha commentato il gesto di Agca: "Il gesto più grande è stato quello del perdono che Papa Giovanni Paolo gli ha dato. Se questo segno di oggi, il deporre i fiori sulla tomba di Karol Wojtyla, di un Papa divenuto Santo, vuole essere l'espressione di un pentimento, di un riconoscimento della grandezza morale e spirituale di san Giovanni Paolo II, come tale è chiaro che non può che essere un segno positivo. Anche il fatto che abbia scelto proprio la data del 27 dicembre dichiarando di legarla all'anniversario della visita di Karol Wojtyla a lui, nel 1983 detenuto nel carcere romano di Rebibbia, se da un lato dovrebbe accrescere il valore simbolico del suo pentimento, dall'altro potrebbe anche ridursi semplicemente alla ricerca di un gesto mediatico, amplificato da un ulteriore 'effetto speciale' determinato dal giorno scelto. Posso solo pregare il Signore e augurarmi che nel cuore di Ali Agca ci sia stato davvero un pentimento, un riconoscimento autentico del messaggio di pace, di perdono e di amore che Papa Giovanni Paolo II ha portato all'intera umanità e per il quale la Chiesa lo riconosce e lo venera come Santo''.     Il video esclusivo dell'Adnkronos         Il video girato in piazza  

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