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Saggio di danza con «bufera» al teatro di Ostia

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Silvia Mancinelli Il Municipio aveva detto no. Ma lo spettacolo «era da fare», e si è fatto. Così, per il quarto anno consecutivo, la "Femus – scritto così - art school" è andata in scena con il...

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Il Municipio aveva detto no. Ma lo spettacolo «era da fare», e si è fatto. Così, per il quarto anno consecutivo, la "Femus – scritto così - art school" è andata in scena con il suo saggio natalizio annunciato perfino su una seguitissima tv locale. Nonostante le telefonate ed una lettera inviata dal minisindaco Andrea Tassone, già finito nel tritacarne di Mafia Capitale, e nonostante l'interessamento del Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, affinché si bloccasse la manifestazione. Ieri pomeriggio, alle 19 spaccate, Elisabetta Ascani compagna di Roberto Spada e titolare della scuola di danza in via Antonio Forni, a Ostia Nuova, ha portato in scena il balletto su un palco da anni a lei fedele, quello del teatro del Lido. Uno spazio all'interno dell'ex colonia Vittorio Emanuele occupato abusivamente quasi un decennio fa da un gruppo di persone, tra le quali c'era anche l'attuale presidente Filippo Lange, consigliere di Sel sul territorio, e poi diventato il teatro del Municipio. Ma perché il numero uno di Ostia, Tassone, e addirittura il Prefetto di Roma si sono scomodati tanto nel tentativo di bloccare un saggio di danza? La spiegazione è qualche rigo più su, dopo il nome della proprietaria della scuola, incensurata. Elisabetta Ascani è infatti compagna di Roberto Spada, presente nell'ordinanza della DDA del pm Carlo La Speranza per il duplice omicidio di Baficchio e Sorcanera, avvenuto tre anni fa in via Antonio Forni, e indicato come fratello del capo clan Carmine Spada, meglio noto come «Romoletto». A lui - in quelle carte -viene attribuita la gestione dello spaccio di stupefacenti sul territorio di Ostia. Il suo nome compare anche nell'ordinanza Alba Nuova, quando il pentito Sebastiano Cassia sostiene aver incontrato Roberto Spada l'ultima volta nel 2012, a Fiumicino, si stava aprendo delle concessionarie di auto e si lamentava dei tanti che gli chiedevano "aiuti" per aprire attività in zona. Ma tutto questo il Comune di Roma non poteva saperlo. Non sapeva nemmeno che la titolare della «Femus art school» fosse la compagna di Roberto Spada né che la stessa scuola fosse già stata inserita in una lista di attività riconducibili al clan che opera a Ostia. Quando il presidente del X Municipio se n'è accorto, una settimana fa, ha provato ad opporsi alla messa in scena dello spettacolo – per il quarto anno consecutivo in un teatro diventato di sua pertinenza -, ha scritto al sindaco Marino chiedendo che fosse interessata Zetema. L'azienda strumentale capitolina, che opera nel settore Cultura, ha quindi interpellato il Prefetto ieri mattina per chiedere se la titolare della scuola avesse o meno precedenti penali e demandando a lui la decisione dello spettacolo. Poco importa se la scuola di danza sia in una lista di attività riconducili ad un clan mafioso, ancor meno che il Prefetto e l'amministrazione locale abbiano provato a dare un segnale forte contro i poteri che sul litorale hanno sempre spadroneggiato. Lo spettacolo, come si dice, s'ha da fare. Ma stavolta nessuno davvero può dire "Io non sapevo".

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