«L'ho accoltellato perché mi accusava di essere gay»
Ãndrea Ossimo Pensava di difendere il suo onore e per questo era disposto ad uccidere. Hosseini Sharif, il 25enne di origini afgane che lo scorso 30 ottobre aveva accoltellato lo chef di uno dei...
Pensava di difendere il suo onore e per questo era disposto ad uccidere. Hosseini Sharif, il 25enne di origini afgane che lo scorso 30 ottobre aveva accoltellato lo chef di uno dei ristoranti interni a Eataly, non poteva sopportare le risatine sotto i baffi dei suoi colleghi, non tollerava quegli sguardi furtivi di complicità che suscitavano l'ilarità degli altri dipendenti dello store e soprattutto non poteva accettare che si diffondesse quella diceria, falsa ma vissuta come il peggiore degli affronti: essere gay. Adesso sul ragazzo pende una richiesta di giudizio immediato, dovrà difendersi da un'accusa molto grave: tentato omicidio. È però dall'interrogatorio dell'indagato, ascoltato in procura dal pubblico ministero Elisabetta Ceniccola, che emergerebbe il suo stato d'animo, il conflitto interiore capace di scatenare la sua ira. Un giovane afgano particolarmente religioso che viveva dentro di sè un problema vissuto come insormontabile, che non accettava di poter essere deriso e ritenuto un omosessuale. Il ragazzo pur non essendo gay respingeva quelle dicerie come se gli si stesse addossando la peggiore etichetta che potessero attribuirgli. Nella sua mente l'artefice, il dominus, di quella «infamante accusa» era lo che Fabio Nitti. Il 30 ottobre aveva deciso quindi di riprendersi la sua dignità sacrificando anche la sua libertà personale. Dopo essere andato a lavoro un'ora prima, nello store del cibo che sorge nel quartiere Ostiense, si era recato in cucina chiedendo di parlare con il cuoco. «Sono arrivato lì e ho sentito lo chef Fabio Nitti che urlava: "aiuto, mi vuole uccidere”» aveva dichiarato nell'immediatezza dei fatti il patron di Eataly, Oscar Farinetti. Il giovane afgano infatti si era scagliato con un coltello contro lo chef colpendolo più volte alla schiena e al braccio. Era quindi intervenuto un uomo della sicurezza che a sua volta era stato ferito dall'aggressore. Tra le urla dei clienti esterrefatti per l'accaduto, Hosseini Sharif aveva cercato successivamente di fuggire dal negozio gettando in terra il coltello ma era stato fermato. Le due vittime erano state condotte in ospedale, una al San Camillo e l'altra al San Giovanni. L'aggressore invece era stato arrestato.
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