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Nobili truffati, notaio rinviata a giudizio

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Avrebbe intascato una parte della somma versata da un cliente vip per partecipare a un'asta

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Un notaio della Roma bene è stata rinviata a giudizio dal gip del Tribunale con l'accusa di peculato. Giuseppa Zagami, 52 anni, nata a Messina e con studio sulla via Salaria, avrebbe intascato una parte della somma versata da un suo cliente vip per partecipare a un'asta giudiziaria. Il cliente in questione è Fabrizio Cugia di Sant'Orsola, avvocato esperto in diritto societario, appartenente a una famiglia nobiliare originaria della Sardegna, precisamente di Sassari. Diversi suoi rampolli, sin dal XVI secolo, hanno rivestito ruoli di primo piano a livello militare e politico, nell'ambito della storia del Regno di Sardegna prima e del Regno d'Italia poi. Il nobile nell'aprile del 2008 aveva corrisposto nelle mani del suo notaio 84 mila 600 euro mediante due assegni circolari per partecipare alla gara di aggiudicazione di un immobile oggetto di esecuzione forzata. In quella circostanza Zagami ricopriva la funzione di pubblico ufficiale. Per questo la qualificazione del reato non è appropriazione indebita aggravata ma peculato, «per essersi appropriata in qualità di notaio delegato dal giudice della IV sezione civile del Tribunale di Roma - si legge nel capo d'imputazione - della somma di 31.406 euro versata dall'aggiudicatario dell'immobile a titolo d'imposta. In particole il notaio ometteva di versare la suddetta somma all'erario». Le indagini sono state eseguite dai carabinieri della stazione di Porta Cavalleggieri. Il cliente ha scoperto che la pratica non era stata eseguita correttamente quando l'Agenzia delle entrate gli ha notificato una cartella esattoriale per il mancato pagamento degli oneri di registrazione. Il procedimento è ancora pendente in Cassazione. «L'immobile aggiudicato - spiega l'avvocato Tiziana Bastianelli nella costituzione di parte civile - risultava oggetto di abusi edilizi, altro motivo di mancata diligenza del notaio incaricato. L'aggiudicatario ha quindi dovuto presentare domanda di condono a sue spese». Oltre a ciò, a distanza di quattro anni dall'aggiudicazione dell'immobile, il notaio non avrebbe ancora proceduto alla cancellazione dei gravami. «Tale inadempimento ha generato un danno diretto - spiega l'avvocato Bastianelli - se non altro dal momento della ricezione da parte di Cugia Di Sant'Orsola di un'offerta d'acquisto poi sfumata proprio per effetto delle trascrizioni pregiudizievoli». Zagami non è la prima volta che ha tradito la fiducia di uno dei suoi clienti vip. Nell'ottobre del 2013 il tribunale di Roma l'ha condannato a sette mesi di reclusione per appropriazione indebita. La vittima anche in questo caso era un nobile. Un conte, che appena si è reso conto di essere stato alleggerito di 230.000 euro l'ha denunciata. L'uomo le aveva affidato la somma come garanzia per la cancellazione dell'ipoteca su un attico in via San Filippo Martire appena venduto. Il notaio avrebbe dovuto investire quei soldi allo sportello bancario della Mps di viale Parioli e dopo l'estinzione dell'ipoteca restituirli al legittimo proprietario. Dopo sei mesi il conte si aspettava degli interessi, ma mettersi in contatto con il notaio era impossibile: nello studio il telefono squillava a vuoto. Alla fine è arrivata l'amara scoperta che il conto bancario era stato svuotato.

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