Prostitute nigeriane ordinate in Somalia per Pisana e Tiberina
Sui barconi tra i profughi ci sono anche loro. Le famiglie sborsano 50mila euro a viaggio
Prende le ordinazioni dalla Libia su quante nigeriane serve immettere, di volta in volta, nel mercato italiano della prostituzione. Fa da raccordo tra gli sfruttatori che operano nella Capitale, da un capo all'altro di Roma, da via della Pisana alla Tiberina, e i reclutatori che in Somalia vendono alle ragazze (spesso minorenni) il sogno di un lavoro onesto, non sapendo che in realtà, pagando quelle cifre da capogiro, hanno venduto il loro corpo. La Procura di Roma ha individuato due nuove cellule di aguzzini, perlopiù nigeriani, che controllano il mercato del sesso delle loro connazionali, costringendole a prostituirsi tutti i giorni per strada. Le minacciano di morte e ritorsioni alle loro famiglie, utilizzando anche lo spauracchio della magia nera, che riesce a far presa nella cultura africana, specie in uno Stato in cui il livello di istruzione è ancora molto basso. Dalle attività di intercettazioni disposte dagli inquirenti è emerso che c'è una sorta di "deus ex machina" che organizza la tratta delle prostitute. Un uomo di cui per il momento si conosce solo il numero di telefono, il nome di battesimo, la voce e il posto in cui è di stanza. Il meccanismo è questo: gli sfruttatori lo chiamano per «fare le ordinazioni" su quante ragazze serve far arrivare in Italia. Lui dalla Libia chiama i reclutatori in Somalia, che assoldano le giovani, spesso minorenni. Convincono i genitori a prendersi le loro figlie con la promessa di un posto da cameriera. In un Paese ridotto alla fame è un investimento poter riceve ogni mese uno stipendio medio italiano, ci si riesce a far campare un'intera famiglia. Per questo si è disposti a pagare a caro prezzo quel lavoro. Le cifre arrivano fino a 50.000 euro. Ovviamente i parenti non hanno la disponibilità immediata di tutto quel denaro, così lasciano un anticipo, il resto verrà saldato con i proventi dell'attività lavorativa. Per essere sicuri che le ragazze assolveranno al debito, vengono sottoposte a un rito voodoo. Uno stregone taglia loro ciocche di capelli e peli del corpo e li mette in un'ampolla. Pronunciando una formula magica, le lega agli aguzzini che potranno disporre di loro fino a quando non avranno pagato tutta la cifra. Se non dovessero mantenere la promessa, il santone assicura che le loro famiglie verranno prese di mira dal malocchio e dalla sventura. Dalle conversazioni intercettate si evince come il viaggio di trasferimento dalla Somalia alle coste libiche sia un vero e proprio calvario. Le ragazze vengono trattate come schiave, spesso i "carcerieri" approfittano di loro sessualmente. Nel frattempo il misterioso uomo si occupa di trovare posto sui barconi che dovranno traghettarle attraverso il Mediterraneo alla volta della Sicilia. Dopo una permanenza temporanea nei centri di accoglienza, le nigeriane vengono smistate alle cellule di sfruttatori presenti in tutta Italia. Roma ovviamente è una piazza senza uguali. Ed è proprio qui che gli inquirenti sono riusciti a smascherare vere e proprie organizzazioni criminali finalizzate allo sfruttamento della prostituzione minorile e non, alla riduzione in schiavitù, all'ingresso illegale di clandestini e in alcuni casi allo spaccio di sostanze stupefacenti. In questa nuova indagine, il pubblico ministero sta cercando di risalire alla filiera degli sfruttatori, partendo appunto da quelli che in loco le schiavizzano, fino ad arrivare all'uomo che dalla Libia gestisce e smista le ragazze. È molto difficile trovare la collaborazione delle vittime, non solo perché non parlano l'italiano, ma soprattutto perché temono di rompere il rito magico. Sono convinte di attirare sulle loro famiglie la malasorte e, pur di proteggere i loro cari, vivono giorno dopo giorno l'incubo della strada, aspettando di saldare un debito che in realtà non verrà mai estinto. Gran parte dei soldi raccolti dall'attività di prostituzione, infatti, vengono trattenuti dai protettori con la scusa di "mantenere" le ragazze.
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