Spettacolo in cielo, oggi volano le Frecce
A Ostia tutto è pronto per l'Air Show con aerei, modelli, curiosità Centinaia di spettatori alla prova generale a Pratica di Mare
Ormai non manca più nulla. I motori ruggiscono, il cielo sembra una lavagna per scie che prendono le forme dei funambolismi, e il mare di Ostia finalmente calmo e colorato dai raggi di un sole caldo come poche volte, si prepara a far da specchio allo spettacolo dell'Air Show. Ieri, nell'aeroporto di Pratica Mare, è stata una giornata di prove unica. Sulla pista, aperta dall'Aeronautica Militare agli appassionati arrivati da tutta Italia per l'occasione, sono decollati e atterrati gli F16 e 18, i MIG29, i bolidi della Petrulle de France e, naturalmente, le nostre dieci Frecce Tricolori. Allineati, uno dopo l'altro, come fossero modellini da collezione, gli aerei hanno passato con lode i test degli specialisti impegnati nella manutenzione e nella messa a punto dei motori. Biposto, nate per l'addestramento, le dieci MB339 faranno il loro spettacolo a partire dalle 17,40 circa sui cieli di Ostia. La 1, la 6, la 9 e la 10 libereranno in aria il fumo bianco, la 2, la 4 e la 7 coloreranno l'orizzonte di rosso, mentre la 3, la 5 e la 8 completeranno la bandiera nazionale con il verde. «È tutto pronto. La tensione è alta, come è giusto che sia - commenta il Capitano Fabio Capodanno, solista delle Frecce Tricolore -. Ci addestriamo da ottobre al primo maggio per questo giorno, siamo una squadra di dieci piloti uniti sia dentro che fuori la pista. Il mio compito è quello di volare da solo, mentre gli altri nove velivoli continuano a fare le figure, per ricongiungermi poi a loro dopo i venticinque, ventisette minuti di spettacolo per tornare insieme in aeroporto». Il Capitano, fermo e sereno mentre racconta una vera e propria istituzione per il nostro Paese, ha 35 anni e la calma di chi è abituato a rischiare, mosso dalla passione. «Sono un'eccezione, non sono nato con la fissa degli aerei, né avevo i poster in camera - racconta -. È stato mio padre a farmi conoscere questo mondo e dal 2006 ne sono stregato». Ma la passione, forte e incontenibile ce l'hanno da sempre i pochi eletti che ieri si sono fatti accreditare per immortalare i velivoli fronte pista. Tra questi, temerari su una colata di asfalto arsa dal sole, c'è perfino chi è partito dalla Sardegna. «Vengo da Decimomanno, in provincia di Cagliari, solo per vedere gli aerei - racconta Gianluca, 30anni -. C'è chi ama fotografare statue o monumenti, io vado pazzo per questi bolidi. Adoro catturare gli "special colors", immortalare da vicino particolari che altrimenti non potrei notare, e confrontarmi con altri che condividono la mia stessa passione». «Noi viaggiamo in tutta Italia e nel mondo, solo per gli aerei - raccontano Marcello e Pierfrancesco, da Montecatini -. Due anni fa siamo stati in Inghilterra, sempre a caccia del più raro». Una passione costosa, quella per i velivoli, che accomuna tuttavia sempre più persone. «L'amore per gli aerei richiede notevoli sacrifici - conferma Nicola, 34enne di Pisa -. Viaggi a parte, compriamo macchinette fotografiche con obiettivi che siano all'altezza e per i quali si possono arrivare a spendere anche 10mila euro». Tra loro c'è anche chi, come Remo, ha girato il mondo per lo scatto più bello. Pochi e privilegiati, quelli «supportati» da mogli pazienti che, armate di seggiolino, accompagnano il marito nella sua «mission aerea». «Alla fine, a forza di sopportarlo, mi sono appassionata anche io - scherza Cecilia, da Napoli -. L'ambiente è vario e alla fine, quando si può, la caccia all'aereo più raro è anche un'occasione per viaggiare». Chi ha alzato gli occhi al cielo negli ultimi due giorni, magari in riva al mare, un anticipo di spettacolo l'ha già avuto, ma per tutti gli altri l'appuntamento di oggi Ostia con le frecce tricolori è imperdibile.
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