Il flauto giapponese che piace a Buddha
Raffinato, meditativo, ipnotico il suono del flauto dritto giapponese (shakuhachi) tornerà a riempire con la sua struggente melodia l'auditorium dell'Istituto Giapponese di Cultura di via Antonio...
Raffinato, meditativo, ipnotico il suono del flauto dritto giapponese (shakuhachi) tornerà a riempire con la sua struggente melodia l'auditorium dell'Istituto Giapponese di Cultura di via Antonio Gramsci 74. Domani alle ore 20 (ingresso gratuito) il concerto del grande interprete della musica tradizionale del paese del Sol Levante Tadashi Tajima che i tanti appassionati romani del genere hanno già segnato sull'agenda. Il maestro di shakuhachi sarà accompagnato da Kuniko Obina al sangen (strumento a tre corde) e Shogo Hiyoshi al koto (a corde della famiglia della cetra). In programma brani selezionati tra i più rappresentativi della tradizione. Come Shika no toone, utilizzato come colonna sonora per il film «Memorie di una geisha». Tadashi fondatore della scuola Jikisho, pluripremiato in patria e all'estero, ama esibirsi in ambienti inusuali come templi, grotte e all'interno di gigantesche statue buddhiste, per sottolineare l'impronta religiosa dello shakuhachi. È lo spirito migliore per gustarne l'essenza.
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