Quando il vicecomandante si finse avvocato in un processo civile
Esercizio non regolare della professione forense e mancanza dei requisiti per il concorso da dirigente. Torna ad essere messa fortemente in dubbio la posizione del vicecomandante della Polizia...
Esercizio non regolare della professione forense e mancanza dei requisiti per il concorso da dirigente. Torna ad essere messa fortemente in dubbio la posizione del vicecomandante della Polizia Locale di Roma, Raffaella Modafferi, promossa fra le polemiche poco dopo l'insediamento del Comandante Raffaele Clemente per occuparsi della sezione traffico. E stavolta i parcheggi in sosta vietata sulla fermata dell'autobus non c'entrano nulla. Il Tempo è infatti in possesso di una dettagliata relazione, datata 13 giugno 2000, che l'allora comandante del 2° Gruppo della Polizia Municipale, Andrea Cataluddi, inviò alla Procura di Roma e al comandante del 20° Gruppo all'epoca, Marco Clarke, risultato di «accurate indagini amministrative» che gli stessi commissionarono al dirigente oggi in pensione. Il primo episodio, così come descritto nella relazione, appare surreale. Secondo la ricostruzione, alcuni anni prima la Modafferi, laureata in legge, si è presentò in veste di difensore di una delle parti nell'ambito di un processo civile. «Il magistrato – si legge – identificò la suddetta quale appartenente al Copro e la espulse dall'Aula». Le indagini furono affidate al dott. Tullio Germani e «si conclusero con il pieno accertamento e conferma dei reati ipotizzati nei confronti della Modafferi». Va detto che successivamente «l'azione penale si concluse con l'archiviazione»: la laurea in legge, infatti, aveva evitato all'attuale vicecomandante il processo penale. «Il Comandante del Corpo – sostiene Cataluddi – avrebbe dovuto in ogni caso instaurare un provvedimento disciplinare. Questo tuttavia non avvenne». Dubbi anche sul piano della legittimità di posizione di dirigente. Modafferi passò al grado superiore partecipando al concorso del 1996. Alla lettera C del bando, si chiede «un'esperienza di servizio di almeno 5 anni, acquisita presso pubbliche amministrazioni o enti o aziende pubbliche o private, in posizione di amministratore o lavoro corrispondente». Dalle indagini risultavano però cose diverse: «la Modafferi totalizzava anni 4 e mesi 1», derivanti dalla carica di presidente del cda di Solaria Energia Progetti arl, dall'85 all'89, mentre «la qualifica di procuratore legale non è prevista quale titolo per l'ammissione al concorso». Anche qui la segnalazione cadde nel vuoto.
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