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Condannati gli assassini di Alessio

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La mamma: ancora troppa omertà sulla notte dell'accoltellamento

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GROTTAFERRATA Diciannove e quattordici sono gli anni di reclusione ai quali sono stati condannati Stefano Conti e Mirco Scarrozza, i due romani ritenuti responsabili dell'omicidio di Alessio Di Pietro, il ragazzo di Marino accoltellato a morte la notte del 15 gennaio 2011 di fronte il pub Derby's di Grottaferrata. Si aspetta il deposito delle motivazioni della sentenza, un duro colpo per la famiglia di Alessio che ritiene non sia stata fatta giustizia e soprattutto, durante il processo, non sia stata detta tutta la verità. Così ha deciso la corte d'Assise di Frosinone. Nel processo di primo grado sono stati condannati per rissa aggravata altri tre giovani: Mario Arnoldo che avrebbe provocato la lite, 4 anni e sei mesi, Ferdinando Francioni, due anni, ferito gravemente durante la rissa e Christian Bernacchia, un anno e sei mesi. Due di loro, l'estate del 2010, erano rimasti coinvolti nell'operazione antidroga insieme con Alessandro Sardelli, alias «Svastichella», condannato in appello a quattro anni di reclusione per l'aggressione a un gay all'Eur. La mamma Eliana Anzellotti insieme al marito, a zia Livia, alla nonna di Alessio e a Simone, il fratello di Alessio sanno che la battaglia per la verità è appena iniziata. I gradi di giudizio sono tre e la famiglia Di Pietro andrà avanti, cercando ininterrottamente nuovi testimoni, «c'erano centinaia di persone fuori dal pub quella sera - dice mamma Eliana - ma purtroppo non ci sono testimoni pronti al processo». C'è omertà intorno a questa storia e diversi punti da chiarire. Bisogna vedere quale sarà la linea difensiva del legale della famiglia Di Pietro, Pier Francesco Bruno, il quale, per il momento, ha sottolineato la condotta «non aggressiva» di Alessio e quindi l'esigenza di far emergere con chiarezza la dinamica dell'omicidio: Stefano Conti avrebbe dichiarato di aver accoltellato Alessio con un arma bianca che però non era sua. «Inoltre tengo a specificare - prosegue Eliana - che dall'esame sul corpo di mio figlio, si evince chiaramente che Alessio ha subìto una aggressione e non è stato partecipe attivo nella rissa quella notte. La perizia redatta dall'ex generale dei Ris di Parma Luciano Garofano ha fatto emergere proprio questo importante elemento». Ma cosa è successo quella notte? Alessio è uscito di casa, a Santa Maria delle Mole, alle 19.30 per andare a cena da Maria Vittoria, la fidanzata. L'indomani sarebbe partito per la montagna, quindi disse alla mamma di non preoccuparsi perché al massimo sarebbe rientrato alle 22.30. Alessio e Maria Vittoria si ritrovano al pub insieme ad Arnoldo, amico di Maria Vittoria e a Francioni e sua moglie. Poi il diverbio con alcuni giovani di Tor Bella Monaca e Borghesiana. Arnoldo, dopo aver discusso con questo ragazzi, era andato a “parlarne” fuori. A quel punto Alessio è uscito dal locale ed è stato ucciso.

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