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Banana, ananas e abaca filippine per gli abiti super-ecologici

Parte dalla Capitale la conquista di Manila del mercato italiano

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Prendi un banano, un'ananas e una pianta di canapa. Per poi trasformarli in abiti eco-friendly da mandare in passerella. Sono le «fibre filippine» che questa sera sfileranno al Circolo ufficiali della Marina per poi mettersi in mostra sino a domenica all'Aranciera di San Sisto, assieme ad accessori e oggetti realizzati con queste materie prime frutto del patrimonio agricolo e dell'antica cultura tessile delle Filippine. L'obiettivo è ambizioso: presentare agli operatori nel settore della moda i tessuti ecologici che vengono da Manila invitandoli a lavorare insieme alle aziende e ai designer filippini «per esplorare e valutare nuove e interessanti opportunità di business». La conquista del mondo occidentale parte proprio dalla Capitale con questo progetto fortemente voluto da Marie Luarca Reyes , moglie dell'ambasciatore filippino Virgilio Reyes, assieme al consigliere aggiunto di Roma Capitale Romulo Sabio Salvador, in collaborazione con Fiber Industry Development Authority (FIDA) e con il sostegno di Roma Capitale e dell'European Network of Filipino Diaspora. La sfilata di questa sera sarà l'occasione per osservare da vicino l'utilizzo creativo e artistico a cui si prestano le tre fibre eco-friendly, motivo di fierezza per le Filippine, nonché anima di creazioni d'alta moda e di pret a porter firmate dai designer Anthony Cruz Legarda, Dita Sandico-Ong, Renee Salud, Patis Tesoro, Jaki Peñalosa e Twinkle Ferraren. Lucenti, resistenti e indistruttibili i tessuti rappresentano un «unicum». La parte del tronco del banano che viene tagliata e gettata via si trasforma in risorsa preziosa. La fibra di piña, estratta dallo stelo dell'ananas, lucida e sottile, è la più delicata di tutte le fibre vegetali, perfetta per realizzare abiti eleganti e spesso tessuta assieme alla seta a cui tanto assomiglia. Quella più «strong» è invece l'abaca filippina. Estratta dallo stelo della canapa di Manila, è tre volte più resistente del cotone. Proprio per le sue qualità viene utilizzata per produrre corde e può sostituire il legno per fabbricare la carta (e «risparmiare» così migliaia e migliaia di alberi). I filippini ne fanno anche tessuti trasformandola poi, assieme al banano, in «banaca». Testare per credere. Compratori europei (e non solo) cercansi.

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